Percorsi di crescita.

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Chissà quali arzigogolati percorsi la psicologia può farci fare per fare crescere l’uomo. Tuttavia io sono convinto che la base sia un’altra. La base è la fede e il miracolo.

Oggi nella Chiesa si parla di tutto, continua…

Corso di psicologia tomista

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Inizia il percorso di quest’anno in alta formazione in psicologia tomista (accreditato) che “vuole fornire le conoscenze e gli strumenti utili per il perseguimento dell’unità tra la professione e la vita cristiana”.

l corso si terrà a Milano nella sede della SIDEF, via Macedonio Melloni 27, Milano.
Per ulteriori info vedi la nostra pagina degli eventi.

 

 

Il corpo come identificazione

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Gilberto Gobbi 

Il nostro corpo non è soltanto il mediatore del nostro pensiero, è la nostra stessa umanità. Esso delinea e circoscrive l’individualità inimitabile di ogni spirito, di ogni viso, la sua singolarità personale.

Il profilo di un volto e la forma di una mano; l’espressione d’un sorriso o d’uno sguardo; l’atteggiamento, il temperamento di ognuno, il suo stesso carattere, il suo genio e fascino particolari; l’originalità della sua attività intellettuale, morale, sociale, religiosa, che non si confonde con quella di nessun alto: è stato il corpo a modellare i tratti di tutto ciò, proprio nel cambiamento e nella mobilità di una storia personale.

Il corpo è (abitato dallo) spirito. Col dire che è (abitato da un’) anima, che è vivente e carico di significati, di progetti, di possibilità pratiche, e col dire che è “intenzionale”, si sottolinea, ma non abbastanza, che la trascendenza di un giudizio di senso, di valore, di verità lo rende incomprensibilmente eterogeneo a se stesso, al tempo stesso sopra-naturale e naturale.

Va ricordato che il giudizio di verità e lo stesso pensiero divengono e si sostanzializzano come gestuali: senza il corpo, si dileguerebbero in una vuota astrazione, come fantasmi nel nulla.

Occorre spingersi ancora più oltre, nel concreto di questa corporeità, di questo investimento reciproco, corpo-spirito, per così dire di questa reciproca incarnazione, rivelando i segni individuali, le prove palpabili in ciascuno di noi. Leggi il seguito di questo post »

Crisi della coppia – separazione e divorzio.

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di Gilberto Gobbi

Risultati immagini per CRISI DELLA COPPIA - SEPARAZIONE E DIVORZIOAnche gli adulti sbagliano – Il figlio fa fatica a capire che anche gli adulti – le sue figure primarie – sbagliano, hanno un comportamento disfunzionale tra loro e non si vogliono più bene.
Lo vede, lo percepisce, lo sente, malgrado che gli adulti alcune volte facciano finta o vogliono far apparire ai figli e al mondo circostante che le “cose” tra di loro funzionano ancora. Atti, atteggiamenti, comportamenti, frasi, arrabbiature, silenzi, musi, assenze prolungate, ritardi sempre più frequenti testimoniano la disfunzione della loro relazione e creano allarme nel figlio.
Un giorno il figlio – piccolo o adolescente – si sente dire che papà e mamma non si amano più e che pensano di separarsi. Lui lo sa già da tempo; ha pure tentato di sollecitarli all’accordo, di dir loro che lui li ama, di essere più obbediente, anche di diventare taciturno oppure instabile, d’attirare l’attenzione, di stare persino male, caricando su di sé la disfunzione coniugale come membro designato. Spesso i comportamenti disadattati dei figli e i loro malesseri psicosomatici sono il sintomo di problemi del clima familiare disfunzionale.
Qualche volta, dopo un periodo di instabilità, di conflitti coniugali e di sofferenza collettiva, di fronte all’indecisione dei grandi sono gli stessi figli a dire: “Ma quand’è che vi separate e ci lasciate in pace con i vostri conflitti?”
Di fronte alla scelta della separazione, alcuni genitori si pongono il problema di quando attuarla, rinviandola per scrupolo verso i figli, attendendo che essi “siano diventati grandi” e possano capire. Leggi il seguito di questo post »

Ritrovarsi

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Di Daniele Malerba

Forse vi sembrerà strano, ma proprio strano strano strano strano, ….. 

La pelle che portiamo separa interno da esterno e dà identità, ciò che non è separato è inesistente, è brodo liquido e confuso. Cercare la verità della propria identità, separando ciò che siamo veramente da ciò che gli altri dicono che siamo, o che vogliono che noi siamo o diventiamo, è un percorso complesso e difficile.

Presuppone capire cosa viene veramente da me e cosa viene da altri, cosa sia il proprio vero bene e cosa sia il male, cosa sia amore e cosa sia aggressività, cosa sia giusto e cosa sbagliato, cosa sia l’esterno, l’altro, e cosa sia io. Cosa venga da fuori e cosa venga da dentro. Cosa ci fa male e cosa ci fa bene.

Ma non è un percorso semplice, richiede tempo, fatica, energia. Oggi, in un mondo in cui tutto corre, tutto sembra immediato e semplice, e noi scivoliamo come una pallina in un piano inclinato verso un precipizio che non vediamo.

Scivolare è così semplice, così bello, così elementare sembra così giusto.

Ma chi ci inclina il piano? e dove ci porta?

Fermarsi e pensare. Pensare che siamo feriti, arrabbiati, doloranti. Guardare in faccia a tutto questo e riprendere in mano la nostra vita, la nostra identità e la nostra storia, accettando il dolore che nasconde, accettando di portarlo, senza fuggire velocemente in facile e scontate soluzioni immediate, che distraggono il pensiero e danno un sollievo immediato quanto effimero.

Cercare la Verità, ecco la strada per la guarigione.

Ecco la strada.

 

 

 

La Croce e la Spada.

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Di Daniele Malerba

Forse vi sembrerà strano, ma proprio strano strano strano strano, ma vi sono forze avverse al cattolicesimo, qualcuno a cui Gesù non piace e che cerca di mettere i bastoni tra le ruote al suo Amore per l’uomo.

Non se ne è accorto proprio nessuno. In questo florilegio di ponti da costruire e muri da abbattere, vi sono ancora lotte da fare e spade da sguainare. Degli impegni da prendere, degli sforzi da compiere. Preghiera, penitenza e sacrificio. No, non basta l’aspirina, ve lo assicuro.

In questo dilagare di sforzi per salvare la natura e il mondo dall’uomo cattivo, forse potrebbe essere utile salvare qualche anima, en passant, per così dire, qualche conversione da proporre, qualche nemico da cui difendersi e da cui stare alla larga.

Ma bisogna ritornare ad alcune antiche fonti per ricordare ….. e capire.

Mah. Lo ricordo qui: hf_l-xiii_enc_08121892_inimica-vis

 

Di Daniele Malerba

Ho deciso di fare partire una nuova rubrica. L’idea è di dare poche ma chiare linee etiche e spirituali del mio pensiero, perché credo rispecchi il pensiero di quei molti cattolici che sono stanchi di quel “vogliamoci tutti bene” che costruisce un mondo relativista in cui la verità spirituale ha sempre perso. Abbiamo perso tutte le battaglie a forza di apertura e accoglienza. Ciechi siamo stati pensando che si cercasse più la verità del proprio comodo. E nella disponibilità ad ascoltare tutti ci siamo dimenticati che l’unico da ascoltare è Dio che ha proprie regole e propri comandamenti e che questo Dio va proposto e non altro.

A forza di essere comprensivi e accoglienti abbiamo perso la battaglia sull’aborto, sull’eutanasia, sulla famiglia, le chiese sono vuote, ci sono poche vocazioni, il catechismo lo leggiamo in quattro gatti, la gente non prega più.

Non voglio convincere nessuno, chi cerca sinceramente Dio lo trova e questi scritti lo possono aiutare. Con chi rifiuta Dio non mi interessa più parlare. Al massimo pregherò per lui. Se a qualcuno può interessare solo qualche notazione in https://aippcveneto.wordpress.com/la-croce-e-la-spada/

 

Lettera su Greta Thunberg. Agito, malattia sociale.

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Egr. professoressa,

ho sentito che nella vostra scuola state affrontando il caso di Greta Thumberg. Sono molto contento che la scuola affronti il tema dell’inquinamento.

Immagino che stiate spiegando come tra gli scienziati che discutono sul tema non ci sia unanimità perfetta sulla causa antropica dell’aumento della temperatura nel pianeta, e neppure sulla responsabilità dell’anidride carbonica (che come sa è essenziale per la fotosintesi clorofiliana). Leggi il seguito di questo post »