Triste notizia

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Ci è giunta la triste notizia che è deceduto il nostro caro Amico e collega,

dott. Gilberto Gobbi.

Gilberto mi ha inviato spesso articoli da pubblicare in questo blog,

condividevamo con lui la passioni  per il cattolicesimo, la sua morale e i suoi ideali, per la difesa della fede come elemento fondamentale per la lettura della psiche umana e per la cura delle persone.

Lo ringraziamo per il suo impegno, la sua lucidità intellettuale e la sua fede.

Preghiamo per Lui e chiediamo a Lui di pregare per noi, certi del fatto che è tra le braccia di quel Gesù che ha sempre difeso nel suo impegno lavorativo ed intellettuale.

Tempesta calma.

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Di Daniele

Silenzio nelle strade, e freddo, oggi vi è un’aria surreale. Non si sente rumore, non si sente traffico, tutto è calmo, tranquillo. Una pace che fa venire i brividi, non accade nulla. Eppure nelle viscere dell’umanità serpeggia un vento nascosto di morte, lo si sente senza sentirlo. Ma piove leggero con le notizie ripetute affannosamente dai media.

Silenzio e morte, per un virus sconosciuto, che nasce dal nulla e passa devastando e spaventando.

Ma non è quella la morte peggiore, la morte peggiore è che non si possa più incontrare il Signore nell’eucarestia.

Non mi metterei nei panni dei vescovi di oggi che, certo, hanno fatto una scelta di responsabilità e civiltà, a difesa della vita umana.

Ma non riesco a non chiedermi che ne sarà della nostra vita spirituale. Credere in Dio non deve omettere il buon senso e la sana prudenza, certo, ma qualcosa stona lo stesso. Qualcosa non quadra.

Ma non si era detto che la vita più importante era quella spirituale? Che «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà» (Lc 9,24)? non eravamo stati d’accordo che l’eucarestia è la vita dell’anima e la vita dell’anima vale più di quella del corpo? Che chi prega può ottenere miracoli?

Si, eravamo d’accordo così, ma subito ci avete tolto l’eucarestia, senza neppure pensare a trovare strade prudenti che ci permettessero di mantenere l’essenziale in qualche modo. Qualcosa che vale più del cibo. Più della vita… non eravamo d’accordo così?

Permettetemi di non capire. Dio può o non può? L’eucarestia è vita vera o una finzione? O un simbolo come tanti? Certo si possono fare comunque molte preghiere, ma a che pro l’abbellimento se manca l’essenziale? Non dovremmo forse solo piangere, vestirsi di sacco, coprirci di cenere e chiedere perdono?

Ma forse o capito male io, mi state dicendo che Dio può solo a parole? nella realtà non funziona? qualcosa deve essermi sfuggito.

No, non resterà nulla come prima, perché se Dio ci toglie la fonte della stessa nostra vita spirituale qualche domanda ce la dobbiamo porre. Qualche domanda semplice, come per esempio: “non è che abbiamo fatto un errore da qualche parte?”.

Mica perché penso che la punizione sia il coronavirus, no. Penso che la punizione siano le chiese vuote, la fede che manca, i seminari senza preti, i conventi senza religiosi o religiose, le famiglie separate, l’eutanasia, e …. devo fare il resto dell’elenco? Cosa volete che siano qualche migliaio di morti?

Ma qualche errore l’avremo pure fatto da qualche parte? O volete dirmi che siamo perfetti e tanto “andrà tutto bene”? Solo un cieco non si accorgerebbe che qui non c’è nulla che vada bene. Non vi pare che dovremmo forse cominciare a chiedere perdono perché siamo lerci di molta superficialità e peccati?

Non vi pare che qualche insegnamento spirituale ci abbia mandato fuori asse e che stiamo sbagliando? Tanto Gesù è misericordia… troppo semplice mi pare, qualcosa non va, è evidente.

Io morirò, morirò lo stesso, senza o con coronavirus, non è quello che decide il mio destino eterno. Ma il fatto di essere veramente pentito dei miei peccati e vivere veramente nell’Amore di Dio.

I sacramenti non sono essenziali? No perché noi siamo già perfetti e non abbiamo bisogno della grazia di Dio che pone rimedio al nostro limite nel capire, pentirsi, guarire, ricevere l’eucarestia in grazia.

Mi chiedo sinceramente se qualcuno pensa veramente alle nostre anime, più di quanto non pensi al nostro corpo. Ma non so se posso esserne sicuro.

Se ci hanno venduto per due millenni dei sacramenti che possono essere sostituiti da una preghiera in tv. Si è un momento eccezionale. Ma tanti dubbi restano, in fondo mi hanno già condannato, .. e ho freddo!

 

Cacciatori di verità.

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Di Malerba Daniele

Di recente papa Francesco in una breve omelia a Santa Marta ha parlato che la Samaritana è arrivata a Gesù con la sua verità, credo intendesse dire con la verità della sua vita, del suo peccato, del suo fallimento.

Io ho sempre pensato che lo psicologo è un cercatore di verità.  “La verità vi farà liberi” (GV. 8, 32b) è una frase che io non  indirizzo solo ai problemi spirituali, ma anche a quelli psichici.

Nella malattia psichica un elemento caratterizzante è il mancato adattamento nei confronti della realtà, frutto del non conoscere e non accettare la verità di sé stessi o il rifiutare la realtà, cioè la verità della realtà.

Parto dall’idea che la realtà, la verità, è data e si scopre, non è costruita dall’uomo, al massimo l’uomo la interpreta o gli si avvicina per approssimazione successiva, in un processo di accomodamento – assimilazione di tipo piagettiano. Mano a mano che l’uomo scopre la realtà impara ad adattarvisi e a gestirla in modo efficace. Questo vale sia per la realtà esterna che per quella biologica che per quella psichica.

Probabilmente anche nel campo spirituale la cosa non è dissimile. Leggi il seguito di questo post »

Nuova recensione

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Abbiamo recensito il nuovo libro di Gobbi: Credere nella famiglia. Un percorso nella relazione coniugale e nella formazione della famiglia”. Ed. Fede e terapia (2020). Qui.

Famiglia

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Le parole servono a definire degli elementi di realtà, degli oggetti che corrispondono a un prototipo condiviso da tutti. La parola sedia indica un rialzo su cui sedersi costituito da quattro gambe, un piano e uno schienale con o senza appoggi per le braccia; se non ha lo schienale è uno sgabello, se è molto imbottita in tutte le sue parti e con braccioli imbottiti si tratta di poltrona, ogni allontanamento dal prototipo richiede una diversa definizione aggettivante (per esempio sedia “a dondolo”) o un altro nome, ma trattasi di oggetto diverso. Se manca di elementi essenziali, come lo schienale o le gambe o il piano di appoggio del fondoschiena si tratta di altro oggetto. Leggi il seguito di questo post »

Nuova pagina: clinica.

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Risultato immagini per PSICOPATOLOGIAdi Daniele Malerba

Dato che ho trascurato molto questo blog, perché ho dovuto studiare per preparare un concorso, ho deciso di recuperare pubblicando il materiale e gli appunti che ho costruito per il concorso aprendo una ulteriore pagina di approfondimento che potrebbe essere utile anche ad altri. Comincio con il fare una riflessione sul dsm5. Non si può che partire da li come elemento di conoscenza clinica comune e condivisa, pur con tutti i limiti che questo testo presenta.

Ecco a voi.

2 libri di Gobbi

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Non possiamo non segnalare le ultime due fatiche di Gilberto Gobbi:

Credere nella famiglia. Un percorso nella relazione coniugale e nella formazione della famiglia

 

La prima è “Credere nella famigliaUn percorso nella relazione coniugale e nella formazione della famiglia” (ISBN: 9788864097828), ed. Fede & Cultura (Gennaio 2020) (lo trovi qui). Una recensione la trovate in “La voce di San Camillo“. (recensito da noi qui).

Il secondo è “Uomini e donne di Dio. Omosessualità e formazione della personalità nella vita consacrata” (ISBN 978-88-7198-759-0), ed. Sugarco (Gennaio 2020) (lo trovi qui). Ne parlano in “Giustizia psichica”. Una recensione la trovate in “Giustizia psichica“.

Cordiali saluti a tutti.