Eterologa: una sfida pericolosa

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oe mortisdi Gino Soldera psicologo psicoterapeuta e presidente dell’Anpep (Associazione Nazionale di Psicologia e di Educazione Prenatale)

La Corte costituzionale ha accolto la richiesta di due genitori sterili di accedere alla fecondazione eterologa: potranno quindi utilizzare gameti esterni al loro patrimonio genetico per concepire un figlio. Questo ha aperto dei pesanti interrogativi sulla generatività, sulle possibili ripercussioni nella famiglia, ma anche sulla gestione del seme (banca del seme) e sull’assistenza sanitaria e sociale. Senza contare le ripercussioni sul mercato della procreazione medicalmente assistita (PMA), mercato in continua espansione, data la scelta ormai frequente di mettere al mondo figli ad un’età sempre più avanzata. Non possiamo dimenticare poi i donatori: per un uomo può trattarsi di riempire un barattolino ricevendone denaro in cambio e chiudere lì la questione, salvo poi vedersi comparire sulla porta di casa uno (o più) giovani – che pieni di entusiasmo e aspettative esclamano “ciao, sono tuo figlio!”… con tutto ciò che ne consegue.

Nella decisione della Corte ha prevalso ancora una volta l’interesse del singolo o della coppia sull’interesse collettivo; l’attenzione verso il mondo esterno su quello interno; il valore delle possibilità della scienza e della tecnica su quello della persona: ma sappiamo che ogni essere umano ha la necessità di poter essere se stesso, senza essere usato e manipolato da altri. La Consulta ha demandato al Legislatore il compito di regolarizzare l’introduzione di questa forma di intervento, la quale, essendo particolarmente complessa e impegnativa, dovrebbe essere attuata avendo chiari dei precisi paletti, per evitare che venga utilizzata in modo improprio ed essere fonte di amare sorprese. Anche perché la ricerca ci dirà sicuramente che i figli dell’eterologa corrono dei rischi maggiori rispetto ai figli naturali, rischi che riguardano lo sviluppo personale e il conseguente sviluppo della salute psichica e sociale.

Nel contribuire alla riflessione su questo tema vale la pena di ricordare che, per le sue caratteristiche, la fecondazione eterologa può essere assimilata (seppur in forma diversa) all’adozione. Diventa quindi indispensabile indicare dei percorsi ben definiti e introdurre dei filtri, per evitare che certe coppie si imbarchino in avventure pericolose, ma anche per verificare ed eventualmente implementare le abilità genitoriali della coppia, in termini di competenza, di consapevolezza e di responsabilità, prima d’iniziare il percorso della PMA. La preparazione a diventare genitori è una questione che la società non può continuare ad eludere, perché essa riguarda tutti i futuri genitori, ed in particolare quelli che hanno dovuto confrontarsi con la dura realtà dalla sterilità.

E’ importante tenere a mente che la fecondazione eterologa priva il bambino della possibilità di avere due genitori naturali e di avere una propria identità psicobiologia di partenza certa e conosciuta. Questo ha delle dirette ripercussioni nella costruzione del rapporto che il bambino ha con se stesso, con la propria madre e con i propri genitori, i quali, a loro volta, rischiano di non essere in grado di corrispondere alle esigenze del figlio (e viceversa). Ho ancora davanti agli occhi una coppia che, prima dell’entrata in vigore della legge 40, aveva voluto avere a tutti i costi un figlio con fecondazione eterologa. Si separò poco dopo, probabilmente a causa di questa scelta particolarmente impegnativa che comporta la rottura della continuità trans-generazionale o ereditaria: cosa di non facile accettazione ed elaborazione, specialmente a livello inconscio.

Per concludere possiamo affermare che solo se le istituzioni sapranno anteporre il benessere umano del bambino e della sua famiglia ai loro interessi economici, politici e finanziari, e solo se i genitori sapranno far prevalere il bene del figlio sul loro proprio bene si potrà guardare con una certa fiducia e serenità alle pericolose sfide poste quotidianamente dalla società.

Nota del curatore del sito:

Oltre agli aspetti psicologici e legali vi sono anche aspetti etici non trascurabili,  ricordiamo che la chiesa cattolica è contraria alla fecondazione eterologa perchè produce embrioni che poi vengono uccisi, è una manipolazione eugenetica delle persone e viola la sacralità del matrimonio (il figlio che nasce non è figlio della coppia), documenti ufficiali si trovano nel sito del vaticano, tra questi:

Donum Vitae

Humanae Vitae

 

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