Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra cattolico, quali paure?

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Di Daniele Malerba

Quando io ho cominciato ad interessarmi di psicologia e cattolicesimo, a cercare un confronto su questo tema, pensavo che sarebbe stata una cosa facile. In un paese fortemente cattolico come l’Italia, in cui vi è un numero rilevante di psicologi, mi sembrava una cosa logica e normale che si sviluppasse una discussione ed un confronto su questo tema, sebbene un po’ particolare.

Ma sono stato presto disilluso: sembra una vergogna, oggi, dirsi cattolico, soprattutto da intellettuale. Quasi il cattolicesimo fosse una forma anacronistica della riflessione filosofica, psicologica e storica, non una fonte ricca di spunti e proposte di approfondimento quale è realmente.

Ho capito che in Italia si da per scontato di conoscere cosa è cattolicesimo, cosicché si finisce per non conoscerlo affatto, o conoscerlo per stereotipi.

Mi stupisce il fatto che qualche collega abbia risposto: “io sono cattolico e vado in chiesa, ma non vedo il motivo di riflettere su questo tema, di fare una associazione”. Come se si potesse scindere un lavoro delicato come quello dello psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, da valori antropologici fondanti la propria personalità e la propria etica.

Eppure basta andare in internet per notare l’esistenza di associazioni di medici cattolici, farmacisti cattolici, avvocati cattolici, e così via. Non si capisce bene perché debba dare scandalo una associazione di psicologi, psicoterapeuti e psichiatri cattolici.

Probabilmente questa diffidenza nasce dall’impressione che riferirsi alle ovvie posizioni etiche del cattolicesimo, quelle indicate dal catechismo della Chiesa Cattolica, ti releghi senz’altro, senza ulteriore indugio o riflessione, tra gli ultracattolici, sulla strada del moralismo bigotto. Così ogni discussione in merito ad una posizione etica vicina alla Chiesa Cattolica viene stralciata a priori. Anzi si fa la morale alla Chiesa Cattolica, spiegandole cosa deve dire e pensare.

Ma mi stupisco lo stesso della scarsa riflessione dei miei colleghi attorno a queste tematiche, sembrano più interessati gli atei a demolirle che i cattolici di conoscerle.

Un altro dei motivi per cui questa riflessione stenta di svilupparsi è che gli psicoterapeuti tendono a lavorare in modo individuale e fanno fatica, in genere, a creare un gruppo ad impatto politico, che forse non ritengono fondamentale. Tuttavia questa tendenza è generale nella nostra società, è spinta all’individualismo estremo come tentativo di risposta ai problemi, “io penso per me”, pensando che “io me la cavo”, e di avere forze sufficienti per risolvere da solo tutti i problemi, si crea così un sistema darwiniano in cui in realtà alla fine non sopravvive nessuno.

Altro problema è determinato dal fatto che quello degli psicologi e degli psicoterapeuti è un gruppo di professionisti costituito prevalentemente da donne, le quali spesso devono coniugare famiglia e lavoro ed è possibile che abbiano poco spazio, anche mentale, per una riflessione e una presenza socio-politica (presente però ampiamente in tutte le altre categorie professionali), non è un caso che il presidente dell’albo degli psicologi è sempre stato un uomo.

Infine credo che il gran numero di laureati in psicologia, spesso in corsi che non danno il dovuto spazio di approfondimento personale dato l’enorme numero degli iscritti, e una tendenza al peggioramento della formazione universitaria, che non forma il pensiero critico in modo adeguato, non propone un approfondimento di tematiche epistemologiche e scotomizza interi spazi del sapere (Freud e le psicoanalisi non sono più approfondite, la fenomenologia e la filosofia è cancellata totalmente, gli aspetti medici sono solo appena accennati), creano una tendenza all’accettamento supino di preconcetti presentati come verità scientifica, cosa aggravata dall’incapacità di fare una ricerca scientifica utilizzabile concretamente e dalla mancanza di sviluppo di riflessioni di approfodimento critico.

Infine devo dire che la Chiesa è stata poco capace di proporre socialmente le proprie posizioni e si è chiusa un po’ a riccio e, come laico intellettuale, mi sono sentito poco ascoltato e accolto dalla chiesa, poco aiutato e supportato. Sembra che la Chiesa sia poco interessata alla collaborazione e alla protezione dei laici che portano avanti le sue stesse posizioni, anche lei in qualche modo colpevolizzandolo perché sostiene posizioni cattoliche, quasi avesse paura dello scontro intellettuale.

Peggio ancora mi chiedo se il popolo italiano non tenda oggi un pò troppo a tirare a campare e a ritirarsi vigliaccamente di fronte alle prepotenze intellettuali…. e non solo a quelle, tanto da considerarle aprioristicamente come posizioni oneste solo per non rompersi la scatole di occuparsene veramente.

La paura, dunque, di capire, pensare, sostenerle proprie idee, e il non darsi tempo di pensiero su queste cose, determina la carenza di accogliere le proprie responsabilità e di accorgersi di pericoli e problemi, rinunciando ad una necessaria operazione di difesa intellettuale di posizione sacrosante.

11 pensieri riguardo “Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra cattolico, quali paure?

    Michele ha detto:
    17 ottobre 2015 alle 12:59
    Stefano Parenti ha detto:
    17 ottobre 2015 alle 21:31

    Caro Daniele

    Ho iniziato la mia avventura nello studio ed approfondimento del rapporto tra la psicologia ed il cristianesimo (e, aggiungiamo per esaustività, la vita di fede) proprio perché notavo una enorme fragilità e confusione da parte di quei colleghi – allora ben più avanti di me, giovane studente universitario – che si definivano cattolici, ma che nello studio, nella prassi e nelle intenzioni mi parevano molto più legati alle scuole psicologiche di appartenenza che ai principi della Chiesa ed alle ricadute conseguenti l’incontro con Cristo. Ovvero, come ebbe a scrivere con lucida sintesi il mio amico Roberto Marchesini, si nota negli psicologi cattolici una “scissione”: “Il rischio è quello di scindersi, ossia di essere cattolico nella preghiera quotidiana, nella frequenza ai sacramenti, nel tentativo di attuare la dottrina sociale della Chiesa dove ve ne sia la possibilità; ma di chiudere tutto questo fuori dalla stanza di terapia” (Psicologia e Cattolicesimo, D’Ettoris, Crotone 2009, p. 17).

    Approfondendo le ragioni storiche di tale scissione ho scoperto diverse cose interessanti, che vorrei integrare al tuo contributo. Primo: non è vero che la Chiesa si è ritratta dal tema psicologia. Lo testimoniano i tre/quattro importanti discorsi di Pio XII che di per se costituiscono una vera e propria dottrina o scuola di psicologia (si veda, a tal proposito, il bel testo di Martin Echavarria sul Magistero di Pio XII in psicologia), ed il successivo interesse da parte degli altri Pontefici nonché di qualche altro organismo “ufficiale”, se così possiamo dire. In realtà sono i laici nella Chiesa a non aver approfondito né applicato tali contenuti Magisteriali, spesso, anzi sovvertendoli. Giungiamo così al secondo punto. Questo è avvenuto perché la psicologia stessa, sin dalle sue origini “moderne” – e penso a Freud per quanto riguarda la clinica e la psicofisica per quanto riguarda la psicologia sperimentale – si è posta come alternativa alla visione cristiana dell’uomo ed ad alcune prassi cristiane. La contrapposizione, che all’inizio del XX secolo era marcata ed evidente, è andata sempre più sbiadendosi, senza perdere però d’importanza, poiché gli psicologi hanno aderito alle varie scuole come i fedeli di una seconda chiesa. Drammatici sono gli esempi dell’abate Lamarcier e di Drewermann, ma ce ne sono altri meno risonanti anche se egualmente significativi. In generale, dalla mia esperienza, molti colleghi ritengono che ciò che dice Freud sia come il Vangelo. Nulla di male se fosse davvero così, poiché la fede non si oppone alla ragione naturale. Invece l’adesione indiscriminata alle scuole impedisce il discernimento su quegli assunti fondamentali (terzo punto) che le scuole lasciano impliciti, e che quindi vengono introiettati senza criterio (ovvero senza discriminazione). L’antropologia freudiana, diciamocelo, ha ben poco a che vedere con l’antropologia cristiana. E così anche l’uomo come inteso da Carl Rogers, dai costruttivisti, dagli esistenzialisti, ecc. Lo psicologo cattolico, per esser tale, dovrebbe innanzitutto confrontare (ovvero giudicare) l’idea di uomo proposta dai vari sistemi di pensiero della psicologia e l’uomo così inteso dalla Rivelazione. Quarto passaggio: questo discernimento viene impedito. Dai vari sistemi che rendono impliciti i propri assunti, così da renderli inverificabili (la psicoanalisi ne è l’esempio più lampante…), come si è detto, ed anche dalla mancanza di formazione filosofica. Hanno tolto gli esami di filosofia! Come ben dice la Amy Fisher Smith. Oppure li hanno annacquati…ovvero non si studia più la base della nostra civiltà, quella filosofia aristotelico-tomista che dal medioevo in avanti ha permesso la nascita della scienza, la modernità, ecc. ecc. ma solo contributi parziali, magari disgiunti dai punti fondamentali della psicologia (i miei sei crediti di filosofia erano dedicati alla filosofia della scienza) così da risultare noiosi, distanti, inutili. Ultimo passaggio: la menzogna. Si dice che tale pensiero filosofico aristotelico-tomista, o che le prassi ecclesiali che costituivano la psicologia pre-wundtiana (si pensi alla demonologia dei Padri Orientali, esaltata anche da Jung, o il discernimento spirituale di sant’Ignazio, o la prassi educativa delle virtù, così come formalizzata dalla filosofia tomista e ripresa dai tanti Santi educatori), o non esista (“la psicologia nasce con Freud”) oppure che sia dannoso. In un libro del Legrenzi si legge che il pensiero medievale nega la possibilità di una conoscenza dell’uomo…giusto per fare un esempio.

    Per fortuna non tutto il mondo della psicologia è danneggiato da questa degenerazione. Alcuni esempi, rari ma molto luminosi, ci sono. Ad esempio il contributo di Rudolf Allers, e sulla sua scia, i tomisti della scuola argentina (Andereggen, Seligman, Echavarria, Palet, ecc.). Penso dunque che la prima preoccupazione di una associazione di psicologi cattolici dovrebbe essere quella di mettersi alla sequela di tali maestri, di studiarli, condividerli e divulgarli. Così che il ritrovarsi assieme non sia solamente un’appartenenza vuota, dove in fondo ognuno la pensa a modo proprio, come isole distanti difficilmente comunicanti, ma un tendere ad un riscoprire una sana antropologia, declinarla dal punto di vista teorico e pratico, ed infine provare ad agire su questa base. Ovvero costruire una vera e propria psicologia cattolica. Bisogna però aver voglia di impegnarsi, non accontentarsi, come dice Antonino Stagnitta: “Si attende l’apporto cristiano. San Tommaso potrà diventare il precettore preferito, ma ha bisogno di discepoli di buona volontà “et in studio assidui” (La fondazione medievale della psicologia, ESD, 1993, p. 47). Se noi saremo bravi a far questo, se avremo un guadagno (e dopo tanti anni posso dire che ho davvero una convenienza a vivere questa strada) allora trasmetteremo la bellezza di tale via a chi avrà il desiderio di cercarla.

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      maledani ha risposto:
      18 ottobre 2015 alle 13:31

      Sono d’accordo con tutto. Certo oggi si fa di tutto per negare l’importanza del cattolicesimo e di Cristo. E qeusta è una scia che non riguarda solo la psicologia.
      IL problema per me è solo il tempo.

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        Alex ha detto:
        10 gennaio 2019 alle 12:19

        Il problema sembra piuttosto di carattere scientifico.
        Il cattolicesimo professato nelle chiese si basa su concetti anti-scientifici ed anti-psicologici.
        I Dogmi rappresentano i confini oltre i quali viene confermata la presenza di Dio e per i quali le persone dovrebbero accettare di non porsi ulteriori domande per non confutare l’esistenza di Dio.
        I “dogmi” per la scienza rappresentano i limiti conoscitivi delle leggi della natura e dello spazio in quel dato momento.
        Ma questi limiti sono giornalmente superati dalla conoscenza, ricerca, studi ed infiniti anni passati dagli scienziati per la comprensione delle leggi dell’universo. Ovviamente sono tante le cose da capire per l’uomo in rapporto ai miliardi di anni in cui l’universo si è evoluto sotto ogni aspetto.
        Ma non per questo i miliardi di anni devono diventare dogmatici e confermare l’esistenza dei miracoli.
        Il Dio cristiano appare evidentemente come la normale proiezione delle idee dell’uomo.
        Tant’è che questo Dio è molto uomo, frutto di un’antica elaborata ed inconscia proiezione.
        Vorrei che la Chiesa Cristiana si avvicinasse alla vera scienza per evolversi anch’essa in una visione aggiornata del mondo, per poi diventare veramente utile ai fini sociali, facendo anche evolvere gli individui che coinvolge, in una sana maturità, in una reale connessione alle leggi incredibili dell’universo vero che sono più grandi e sorprendenti di quelle professate da qualunque religione che crea individui superstiziosi.
        La superstizione è facilmente spiegabile leggendo un po’ di basi di psicologia.
        Capire, conoscere, informarsi, essere assetati di conoscenza porta all’abbattimento dei confini religiosi, che poi diventano motivo di intolleranza in qualunque forma sociale e razziale.
        Diventano motivo di intolleranza del diverso.
        I cattolici che conosco sono guidati da un educazione religiosa che vede il loro Dio, le loro idee, la loro concezione del mondo come universalmente unica e valida, a scapito del confronto ed allo sviluppo del vero intelletto.
        La chiesa stessa obbliga, con il suo credere nei dogmi, ad avere un senso di colpa se questi vengono messi in discussione, perché questo significherebbe mettere in discussione il loro Dio, e quindi in modo più psicologico, loro stessi e le loro stesse idee. Ma questo significa avere la paura di abbandonare ciò che ci fa sentire sicuri, protetti, lontani dalle paure consce ed inconsce.
        La vera scoperta della natura, dell’universo, dello spazio, del diverso, del nostro vicino, di noi stessi,
        questa è la vera libertà. Quella che realmente unisce la natura all’uomo, e gli uomini agli altri uomini.
        Il vero abbattimento dei confini geografici e mentali.
        Perché tanta paura a mettere in discussione un dogma?
        Qual’è il confine interiore che si ha paura di abbattere?
        I bambini che crescono con un forte orientamento religioso, subiscono una violenza all’apertura di ciò che veramente conta, di ciò che è veramente vero, ovvero di tutto ciò che con mente aperta deve ancora essere scoperto e conosciuto, in ogni ambito, scientifico, psicologico, umanistico…
        Buon dogma a tutti.

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        maledani ha risposto:
        12 gennaio 2019 alle 11:42

        Caro Alex, grazie per la riflessione che proponi. Ma i dogmi riguardano cose di fede che la scienza non può spiegare, perché non si riferiscono al mondo materiale. I dogmi, come saprai, non sono insegnamenti morali, e sono testimoniati da fatti mistici,
        I miracoli sono altra cosa: la scienza può già attualmente arrivare a dire che non sono possibili alcuni fatti dal punto di vista naturale.
        Attento a non essere tu, o il tuo positivismo, più dogmatico della Chiesa. Spesso la Scienza si crede superiore alle leggi che lei cerca di indagare, diventando così dogmatica e antiscientifica essa stessa.
        Negare a prescindere l’esistenza delle cose spirituali, rifiutando di fare una verifica empirica su queste, non è dogmatico?
        Ma per verificare le cose spirituali è necessario il metro spirituale (altrimenti sarebbe come volere valutare la potenza di una forza con un metro lineare, non ha senso), cioè è necessario fare vita spirituale.
        Forse che altri non possono conoscere cose che tu non conosci? Ti invito perciò a continuare la tua ricerca, se la tua aspirazione alla verità è sincera devi affrontare anche la possibilità che esistano elementi spirituali e verificarla, altrimenti non puoi ragionevolmente contestarla. E io do la mia testimonianza e la mia parola che tale elemento esiste e agisce, basta cercarlo con sincerità. Buona fortuna allora. Cordiali saluti.
        Daniele

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        Alex ha detto:
        12 gennaio 2019 alle 12:23

        Salve!
        La mia vita comincia proprio da un’educazione cattolica.
        Ad un certo punto della mia gioventù gli insegnamenti cattolici mi sembravano spiritualmente stretti anchevda un punto di vista scientifico, storico e psicologico.
        Fu allora che mi interessai alle principali religioni e movimenti: taoismo, confucianesimo, buddismo, testi vedici, Bibbia e Vangelo. Ma anche il lettore di Jung con quasi tutte le sue opere comprese l’origine dei fenomeni occulti, sincronicita. Passando da Piaget, lo sviluppo e l’origine della superstizione in altri testi universitari.
        L’interrsse crebbe anche in spazi quali l’astronomia,
        Ma anche a materie umanistiche, è lo studio scientifico della meditazione, astrofisica ed un più superficiale fisica particellare.
        Sono stato con tribù aborigine, quali quelle Australiane, vivendo per un breve periodo con loro in una comunità protetta raccogliendo tutte le informazioni possibili anche sulle lore credenze spirituali, antiche di 20000 e più anni.
        È questo il motivo per cui credo che studiando e sentendo ciò che veramente vive dentro di noi si possa raggiungere una vera ed autentica spiritualità, che supera gli stretti paletti, di religioni che altro non sono proiezioni dell’uomo, spesso sostegno di chi non ha paura ad affrontare l’inconscio umano.
        Andando incontro a questa ombra interna, si scoprono mondo profondi che nessuna religione potrà mai raggiungere. Mi sono anche interessato ai fenomeni psicologici delle sette. Ma anche a tutte le discipline new age, come grande truffa spirituale moderna.
        Finché le persone non decideranno di conoscere se stesse, avranno un letto religioso su cui accontentarsi e crogiolare i propri spiriti.
        Così le persone, anziché investigare i dogmi, si accontentano di una bella lettura spirituale, evitando di incontrare la vera profondità della vita che avvolge un’infinito spazio in molteplici forme.
        Così i cristiani, da cui io stesso provengo, attuano una grande opera egocentrica, intolleranti di ciò che a loro non viene spiegato dalla chiesa.
        Ma soprattutto lontani da un celata profondità di meraviglia, sentendosi protetti nella vita attuale e spesso lontani dalla paura dello sconosciuta morte.

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        Alex ha detto:
        12 gennaio 2019 alle 13:42

        Ciò che mi interessa quindi dire è che la ricerca del vero, o almeno di un substrato del vero, prevede quindi una sincera ed aperta indagine.
        Sono stato anche a medjugorje, con spirito aperto e di indagine. Però ho visto una propaganda di “marketing” sputuale che attecchiva su menti bisognose e quindi fragili e malleabili.
        Miglia di persone assuefatte da un esorcismo in diretta (bizzarro fenomeno psichiatrico), altrettante persone che hanno assistito al miracolo del sole oggettivamente filmabile da smartphone (fenomeno dei cristalli di ghiaccio orientati in alta atmosfera con rifrazione della luce solare), il miracolo delle gocce d’acqua sulle ginocchia del cristo (fenomeno chimico/fisicoo di condensazione su particolari condizioni con e masse metalliche). Tutte queste ed altre fenomelogie spostano decine di migliaia di persone con cui la chiesa, anche quelle locali della mia zona, cerca di convincere il proprio credo. Ecco allora, che queste operazioni di convincimento, insieme ad altre più sottili, diventano un mezzo di controllo e di potere sul debole umano, in cerca di protezione ed incapaci di un’investigazione critica. La liberazione delle menti e degli spiriti dovrebbe invece promuovere la critica, l’informazione, l’esperienza diretta. Ma come bravi politici, i cosiddetti Religiosi, convincono le masse.
        …e la spiritualità, quella vera, viene ingabbiata in un lontano inconscio…

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    maledani ha risposto:
    16 gennaio 2019 alle 16:21

    Egr Alex,
    sono contento di trovarmi di fronte ad un genio come lei, chissà quanti anni ha per avere fatto tutte queste esperienze. Sfortunatamente non penso che la sua opinione sia granché scientifica, mi sembra intrappolata invece in una visione spirituale oscura e triste. Una visione oscurata dalla presunzione di poter sapere tutto ma incapace di cogliere l’essenziale. Dice di avere avuto esperienza di Medjugorie ma non ha colto quello che tutti gli altri colgono al volo. Perché ha già la sua risposta? Non va in giro alla ricerca, va in giro con la presunzione di insegnare agli altri. Mi spiace per Lei, così non capirà mai nulla.
    Comunque buona fortuna.
    Daniele

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    Aex ha detto:
    16 gennaio 2019 alle 17:39

    Salve Dott. Malerba,
    non mi sento affatto un genio. Sicuramente però ho tante domande che quotidianamente sorgono spontanee nell’osservare ciò che accade dentro ed intorno a me.
    Nell’esperienza fatta a Medjugorie ho visto migliaia di persone credere al “Miracolo del sole” come segno divino. Tale fenomeno è ampiamente conosciuto come semplice fenomeno atmosferico chiamato PARELIO.
    Allora mi pare più che ovvio che per il bisogno di credere si archivi in cantina la capacità di analisi.
    Quindi cosa mi sarebbe mancato rispetto a quello che gli altri sono riusciti a cogliere?
    Una spiritualità materiale che cerca conferme esterne come proiezione di un profondo ed inconscio dubbio dell’esistenza umana? Lo stesso bisogno che poi crea fenomeni settari.
    Questo esempio, è uno dei migliaia che possono essere semplicemente spiegati dalla scienza, così come tanti altri nella storia che hanno “divinamente” guidato generazioni di popoli e di storia.
    Penso che per la ricerca del vero, almeno per incamminarsi verso una abbozzata strada di conoscenza,
    sia necessario almeno capire le errate interpretazioni delle realtà, almeno in un piccolo ambito di superstizione.
    La ricerca del vero non si accontenta di vedere una divinità forzata nelle manifestazioni naturali di una psiche distorta da mancanza di conoscenza o per comodità interiore.
    La mia non è un attacco a Lei personalmente, piuttosto un grande dispiacere che la chiesa consenta ed approvi di mantenere nell’ignoranza le persone, ignoranza di cui ognuno di noi è responsabile.
    La ringrazio per avermi detto di avere una visione oscurata. Le confermo che è così, perché non smetterò mai di pormi domande ed attivarmi alla ricerca per far luce su tutto ciò che non sono in grado di capire.
    Non ho la presunzione di insegnare agli altri, ma come da esempio sopra del parelio, non posso tacere vedendo che migliaia di persone che vedono in essa la divinità.
    E Lei perchè ha così tanta paura di mettere in discussione l’evidenza?

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      maledani ha risposto:
      31 gennaio 2019 alle 21:34

      Non mi sento attaccato. La ricerca di cose spirituali si fa con mezzi spirituali, non con mezzi materiali. Capita raramente ed eccezionalmente che lo spirito si manifesti anche nella materia (anche se ci sono miracoli molto ben documentati, che non si prestano ad interpretazioni soggettive o ad aspetti emozionali o di aspettativa). Apprezzo invece la sua obiettività. Tuttavia l’oscurità non riguarda la sua capacità cognitiva, non si va a Medjugorje per cogliere un dato materiale o vedere cosa fanno gli altri; non è per lei una fede ingenua e credulona, Per fortuna si parla pochissimo dei miracoli di Medjugorje. Tuttavia è strano che lei non abbia sentito qualcosa muoversi nel suo cuore, di questa oscurità parlo. Pensa veramente che le persone si convertano per qualche segno esterno? No invece, quello serve solo per aiutarle a cominciare la ricerca o dare conferme talvolta. Invece sentono qualcosa muoversi nel profondo del loro cuore. Vi è infatti una sapienza del cuore, una conoscenza che viene dallo spirito senza la quale non riesci a capire. Di questo parlavo. Forse non riesce a coglierlo, potrebbe chiedere a Gesù di aprirle questa conoscenza. Continui la sua ricerca. Ascolti le testimonianze dei convertiti. Non saprei come altro aiutarla… provi a pregare con fede. Gesù agisce anche oggi, ma decide lui tempi e luoghi. La sua ricerca è apprezzabile invece, Se è sincera troverà. Cordiali saluti.

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        Alex ha detto:
        31 gennaio 2019 alle 23:47

        Vedo che la sua fede è intensa, onesta e profonda.
        La Ringrazio per il confronto con questo rapido scambio dì brevi pensieri.
        Buone cose e tanta serenità.
        Saluti.

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