Il bambino ed i suoi bisogni: sfida all’adulto ed alle ideologie.

Postato il Aggiornato il

AodozioneAnche noi pensiamo che quando l’ideologia travalica il dato di realtà opponendo ad essa una presunta onnipotenza del pensiero non può che fare enormi danni. Pubblichiamo perciò volentieri, per convinta condivisione, quanto scritto dai nostri amici di AIPPC Napoli su “Nuova Stagione” www.chiesadinapoli.it (sui numeri: 2014: 37, p. 4; 39, p. 6; 41, p. 6; 43, p. 2; 2015: 1, p. 6; 3, p. 6; 5, p. 6; 7, p . 6; 8, p 12; 10 p. 6;  36, p.10).

A cura dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici di Napoli (AIPPC): aippcnapoli@libero.it

Si può dire che i bambini sfidano le ideologie e tutte le costruzioni nate e sviluppatesi al di fuori dei loro bisogni essenziali.

Alla violazione di tali bisogni sono da ricondurre anche le adozioni dei minori da parte di coppie dello stesso sesso, richiesta per rispondere al diritto di genitorialità dell’adulto, che non tiene conto invece dei diritti del bambino……

Tali adozioni nascono dal fatto che attualmente vanno accreditandosi il ridimensionamento oppure addirittura l’annullamento delle differenze fisiche e psicologiche della donna e dell’uomo, attribuendone la natura a condizionamenti culturali.

La famiglia costituita da padre e madre, andata in crisi, ha orientato ad una sorta d’equiparazione dell’omoses­sualità con eterosessualità; è andata concretizzandosi la grande aspirazione di poter essere e fare quello che si vuole, liberi da ogni altro vincolo che non sia la scelta personale; in tale contesto viene a collocarsi l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso.

La moderna neuropsicologia evolutiva afferma che l’individuo ha bisogno dei due genitori, uomo e donna, al fine d’uno sviluppo armonico del suo essere individuo.

Infatti fin dal periodo della gravidanza e nei primi mesi di vita viene ad istaurarsi un rapporto fisico ed affettivo tra bambino e madre – simbiosi diadica- riconosciuta come comunicazione intersoggettiva primaria.

Nei periodi successivi entra nelle dinamiche relazionali anche il padre – relazione triadica – e progressivamente gli altri componenti della famiglia – fratelli, nonni, zii, ecc.

La madre è presente nelle dinamiche relazionali familiari con le proprie caratteristiche: l’intuizione, l’ attenzione alle sfumature, capacità di mettersi nei panni dell’altro, che s’esprimono con l’ascolto, accoglienza, disponibilità, tenerezza, cura…

Il padre lo è con l’approccio più oggettivo alla realtà, con predisposizione alla sintesi, per cui ha prevalentemente funzioni in famiglia di sostegno ed indirizzo.

Per garantire un’equilibrata evoluzione dell’identità personale, è necessaria allora la presenza del “codice affettivo materno, improntato alla cura, alla protezione e all’accoglienza incondizionata e del “codice etico paterno, espresso dalla responsabilità, dalla norma, dalla spinta all’emancipazione.

Madre e Padre giocano ruoli e funzioni essenziali, ma diversi e complementari nell’evoluzione del’individuo, nella trasmissione di competenze e valori.

Per crescere, l’individuo ha bisogno di fare esperienza della differenza, ossia di essere in grado di mettersi in rapporto, confrontarsi e imparare dall’altro.

Ogni individuo, quindi, cresce rispecchiandosi ed identificandosi con il genitore dello stesso sesso, mentre quello dell’altro sesso ha una funzione complementare.

Pertanto il misurarsi con due genitori di differente genere, nella loro essenziale unicità, è una condizione necessaria, per dare un fondamento reale e non immaginario alla propria identità; la mancanza di uno dei due modelli metterà in crisi la persona con le capacità e con la volontà di realizzarsi come individuo, in grado di pensare, di riflettere, di stabilire relazioni significative.

La differenza delle funzioni del maschile e del femminile appare quindi decisiva.

Il riconoscersi in un padre e in una madre è un’istanza connaturata all’umano, che diventa diritto irrinunciabile dell’ individuo e che esige d’essere rispettato.

A fronte di una cultura spesso spaventata dai limiti e dal rifiuto della differenza, centrata sull’ individualismo, la famiglia, – costituita da padre, madre e figli – è una sfida perchè costituisce luogo per eccellenza dell’incontro-relazione tra le differenze dell’umano, incontro tra differenze, sia sul piano biologico, sia su quello culturale.

La prepotenza con cui viene reclamata l’adozione da parte di persone dello stesso sesso, in violazione dei diritti essenziali dei bambini, costituisce l’espressione tra più profonde della distruttività proprio di quell’umano che invece è sempre più fondamentale nelle relazioni soprattutto genitoriali.  

E’ allora ancora più necessario che i bisogni essenziali dei bambini abbiano la priorità su ogni altro e che gli stessi bambini non siano considerati come oggetto per soddisfare un presunto diritto degli adulti alla genitorialità.

L’ evidenziarne inoltre le ricadute anche su altri modi di pensare e di vivere dell’individuo, diventa essenziale perché viene a consolidarsi una distorta interpretazione di libertà, intesa come autorizzazione a poter scegliere a proprio piacimento, indipendentemente dal bene e dal rispetto degli altri, soprattutto di coloro che non si possono difendere.  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...