Trauma e Spirito.

Postato il Aggiornato il

Di Daniele Malerba.

dfpnzw6cog17bycl7wa5v75otnpg90r7j03Sul tema solo alcune riflessioni, ma molte domande che non so a chi porre, chi possa dare una risposta, per certo so che non ho trovato chi si interrogasse su questa faccenda, se non gli esorcisti e forse qualcuno dei gruppi carismatici.

Nel mondo di oggi, dominato da un pensiero irrazionalmente positivista, si pensa di poter studiare le origini dell’universo in modo deduttivo, si considera spesso la psicoanalisi una scienza, ma si pensa di non poter studiare la vita spirituale perché “non si vede”. Come se le origini dell’universo, l’inconscio e l’atomo si vedessero e non fossero studiate invece per deduzione a partire dai fenomeni collegati.

E’ facile dedurre invece che tutto ciò che esiste è studiabile, anche se non spiegabile interamente, attraverso l’individuazione dei fenomeni connessi. Ma bisogna almeno accettare l’ipotesi che possa esistere una vita spirituale, cioè un Dio e un demonio, e in scienza ogni ipotesi che si possa indagare è scientifica. E il mondo spirituale si può indagare, in modo realistico e tangibile, attraverso l’analisi dei suoi fenomeni visibili.

Non mi resta che partire, come fa Freud nella psicoanalisi e come fanno i fenomenologi, dalla osservazione della realtà.

Definisco per trauma ogni danno fisico, psichico e spirituale inferto ad una persona. Il trauma provoca in chi lo riceve un dolore di varia entità.

Definisco fenomeno spirituale quel particolare fenomeno che riguarda il rapporto tra l’uomo e una dimensione trascendente, costituita da una o più entità trascendenti, cioè non materiali, non legate alle leggi specifiche della natura, del tempo, della morte.

Che queste entità esistano è provato, a meno che non ci si ostini a negare i dati evidenti che si hanno sotto gli occhi. E’ provato nelle testimonianze di tanti mistici e santi, ma anche da chi con loro ha avuto a che fare che può testimoniare i fenomeni, e non si parla di poche persone condizionate, ma da testimoni anche non credenti che sono stati presenti ai fenomeni. Per non parlare poi delle testimonianze e delle esperienze legate agli esorcismi.

La tradizione cattolica è molto chiara sulla identità di queste entità, sono costituite da una parte da Dio, nella sua trinità, e dai componenti della Chiesa quale corpo mistico di Cristo (la chiesa nella sua dimensione completa purgante e trionfante, e talvolta in quella militante) e dall’altra parte dal demonio e le sue schiere.

Io ipotizzo che esistano due diversi livelli interiori nell’uomo: quella spirituale come sopra descritta e quella psichica; definisco vita psichica i fenomeni legati alla relazione dell’uomo con se stesso e con gli altri che si sviluppano attraverso meccanismi propri di ordine psichico, che possono coinvolgere anche ricordi antichi ed inconsci, e che sono distinti da quelle spirituali, a mio avviso la vita psichica è presente anche negli animali, seppur in forma limitata, tant’è che anche questi possono subire ipnosi, e se ricevono un trauma importante hanno fenomeni di evitamento legati ai fattori del trauma che possono restare per tutta la loro vita.

Alcuni fenomeni possono essere iscritti nella vita psichica (ad esempio vissuti depressivi e ansiosi legati a traumi antichi o famigliari nascosti nel profondo dell’inconscio), altri sono invece iscritti alla vita spirituale (ad esempio la notte oscura dell’anima di San Giovanni della Croce, le stigmate, le apparizioni mistiche, e altri fenomeni simili).

Inoltre potremmo ben argomentare che esista una relazione tra questi tra il livello spirituale, quello fisico e quello psichico. Relazione che permette lo sviluppo di guarigioni fisiche e/o psichiche attraverso quelle spirituali (relazione però non obbligatoria). Ipotizzo anche che la relazione non sia inversa: la guarigione psichica e fisica non porta a quella spirituale.

A mio avviso la guarigione spirituale nasce e si ha solo attraverso il rapporto con Gesù Cristo (Atti 4, 12 “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”).

Tuttavia se lo spirito di Dio  può guarire lo spirito del male può fare male, così è possibile l’esistenza di atti che danneggiano le persone passando attraverso lo spirito del male, come succede nella magia, e in tutti quegli atti in cui il demonio interviene e gli è chiesto di intervenire.

Ma esiste anche una strada inversa per cui un trauma reale, fisico e psichico, può danneggiare lo spirito?

Io credo di si, nel senso che come una malattia fisica o una violenza fisica subita possono deprimere la psiche possono anche influire nel rapporto con Dio e minare la fiducia in Lui, soprattutto se il rapporto con Dio era prima precario.

Se questa ipotesi è vera potrebbe derivarne che:

  • Negli studi di psicoterapeuti e psichiatri arrivano anche persone che nascondono malattie spirituali sotto le mentite spoglie di malattie psichiche;
  • è possibile fare un percorso di diagnosi differenziale tra malattia psichica e malattia spirituale;
  • un percorso spirituale può fare regredire sintomi psichici correlati alla malattia spirituale.

Il problema allora è come differenziare una sintomatologia psichica di origine spirituale da una sintomatologia di ordine prettamente psichico.

Credo che ci siano da questo punto di vista queste possibili aree di indagine:

  • cambiamenti improvvisi e totalmente immotivati nel percorso di vita o nello stato psichico (devono essere particolarmente esplorati);
  • inutilità della psicoterapia in una sintomatologia apparentemente nevrotica (segno di allarme);
  • vita spirituale della persona;
  • altri segni di ordine prettamente spirituale (per questo basta leggersi qualche libro scritto dagli esorcisti);
  • storia dell’albero genealogico;
  • reazioni a preghiere di liberazione spirituale ed esorcismi (fatte in ambito cattolico).

Infine bisogna anche ricordare che molti mistici avevano manifestazioni che potevano sembrare di ordine nevrotico o addirittura psicotico (dolore interiore, visioni, locuzioni interiori, ecc..) collegate anche a disfunzionalità nella vita quotidiana, e tuttavia avevano una origine e un significato di ordine mistico, anche se forse son situazioni più uniche che rare, individuabili solo da un sacerdote con un alto livello spirituale.

In tutti questi casi mi chiedo se interventi di ordine prettamente psicofarmacologico non sia inutile e ingiustificato, se non addirittura dannoso. Ritengo invece che un intervento psicoterapico esplorativo possa aiutare a chiarire la situazione, e per lo meno, non fa eccessivi danni.

6 pensieri riguardo “Trauma e Spirito.

    ANGELO ha detto:
    10 luglio 2016 alle 22:39

    Essendo l’essere umano un’unità di corpo e spirito, e non una dualità, tutto ciò che ha a che fare con lo spirito riguarda anche il corpo e tutto ciò che ha a che fare con il corpo riguarda anche lo spirito. Non è semplice scoprire il limite tra ossessione psicologica e ossessione diabolica ad esempio. Anche se un male ha origine nello spirito pian piano prenderà anche il corpo e la psiche proprio perché l’uomo è un’unità. Ad esempio una semplice depressiobe reattiva può scaturire da un male spirituale, non per questo il soggetto non deve essere curato sotto un profilo psichiatrico con l’utilizzo anche di farmaci. È ovvio che poi il processo di guarigione sarà più veloce e completo se si prende in considerazione anche l’aspetto spirituale. Ovviamente tutto ciò nel rispetto e nel bisogno del cliente. Il più delle volte proprio la terapia farmaco logica aiuta la persona a venir fuori anche dai mali spirituali. Non bisogna vedere la questione in un ottica di contrapposizione, spirito o corpo? No, questo è lo stesso discorso del Vangelo, Gesù spesso dice una cosa è poi in altre parti del Vangelo sembra dire il contrario. Non bisogna ragionare in termini di o questo o quello, ma in termini di integrazione, questo è quell n

    "Mi piace"

    maledani ha risposto:
    13 luglio 2016 alle 18:13

    Non sono del tutto d’accordo, a mio avviso se il percorso spirituale può curare anche la psiche, il solo percorso psichico non può curare lo spirito. Non sono affatto d’accordo che la terapia farmacologica aiuti anche lo spirito (inteso come lo intendo io), anzi a volte danneggia persino il percorso psichico creando dipendenze dove non è necessario a scapito della capacità di crescita personale. Manca un pezzo dell’intervento di Angelo e anche il riferimenti al vangelo, sarebbe utile parlarne. Si io teorizzo una differenza non solo tra anima e corpo, ma anche tra psiche e spirito, non nel senso che funzionino in modo indipendente, si influenzano reciprovamente, ma che sono elementi diversi della persona (come per esempio tra l’occhio e il piede), e che interagiscono tra loro attraverso precise dinamiche.

    "Mi piace"

    Stefano Parenti ha detto:
    14 luglio 2016 alle 11:48

    Caro Daniele, decido di scrivere un commento anche a questo tema perché devo ammettere che è “il tema” che più mi ha coinvolto negli anni passati. Per circa dieci anni, con gli strumenti inadeguati che ebbi a disposizione in università, cercai di approfondire i concetti di corpo, anima, psiche, spirito. Sono parole che assumono significati stravaganti talvolta (sullo “spirito” ognuno dice la sua) e persino fuorvianti (basti pensare ad Hegel). Dopo tanto vagare, finalmente trovai una risposta esaustiva grazie alla filosofia tomista, e da allora continuo a meditarla.

    Se sul corpo – materia – e sul concetto di spirito come immaterialità non vi sono particolari problemi, i concetti di psiche e di anima creano maggiori difficoltà. Senza tirare in ballo tutta la storia (un libro molto complesso ma ben riassuntivo di tutto è “L’anima” di Cornelio Fabro), da un punto di vista ontologico sussistono la materia (che allo stato autonomo è la materia formata, come una pietra, una materia ossia con una forma), lo spirito (nello stato puro ad esempio gli angeli e i demoni) ma soprattutto il loro composto, e cioè gli esseri viventi sulla nostra terra. Da un punto di vista antropologico abbiamo il principio materiale, che è il corpo, unito al principio spirituale, che chiamiamo anima (poiché anima proprio il corpo, gli dà la vita, cioè l’organizzazione, la forma). A questo punto è bene chiarire: l’anima dell’uomo è ben diversa da quella dei vegetali e degli animali. Dunque: l’anima dei vegetali la chiameremo vegetativa, e permette loro determinate funzioni (oggi si direbbe: nascere, crescere, riprodursi o muoversi). L’anima degli animali, oltre a possedere le funzioni (o potenze/potenzialità) dell’anima vegetativa, ne ha anche di sue proprie: conoscere (attraverso i sensi, interni ed esterni) e reagire o appetere in conseguenza della conoscenza acquisita. L’anima dell’uomo permette due facoltà (oggi diremmo funzioni, ma Rudolf Allers non sarebbe d’accordo, si veda il suo “Function, factors and faculties”) distinte e superiori: la capacità non solamente di conoscere gli oggetti/gli enti che ci circondano, come fanno gli animali, ma anche le essenze che ne danno la forma. Il noto esempio di Platone dice che: quel cavallo è diverso dall’altro cavallo, ma entrambi condividono l’essenza del cavallo, la “cavallinità” che l’uomo è in grado di astrarre dalle forme sensibili di ogni singolo cavallo. Le due facoltà preposte a tali compiti sono: l’intelletto e la volontà. Nel corso del tempo, per distinguere le funzioni dell’anima umana da quelle dell’anima sensitiva le si è spesso chiamate come “anima razionale” o “anima spirituale” perché esse non abbisognano del corpo per sussistere ma solo per attuarsi. Facciamo un’analogia per capire: la visione non necessita dell’occhio per esistere, ma abbisogna del corpo per esprimersi. San Paolo, ad esempio, utilizza la tripartizione. Ma ben presto il termine spirito (nous e pneuma) creò dei problemi, perché allora si confondeva con lo Spirito Santo. Il termine che passò fu dunque nous. Oggi invece il problema risiede nella confusione con l’anima, che però non sussiste se riprendiamo la più giusta bipartizione: corpo “fuso” all’anima, ed anima di tipo spirituale.

    Ma fin qui abbiam detto ben poco di più di quello che si può studiare su un buon manuale di psicologia metafisica (ad esempio il sempre attuale “Psicologia, filosofia dell’anima” di Verneaux). Il vero nodo specifico per noi da sciogliere è quello legato alle patologie, cioè, a come si “ammala” l’uomo. Prima di dire la mia mi permetto di segnalare un libretto che gli psicologi cattolici meriterebbero di conoscere e che tratta direttamente di questo tema (anche se in modo non pienamente adeguato, ma comunque validissimo) che è “L’inconscio spirituale” di Larchet (tradotto da San Paolo. C’è anche il terzo libro della trilogia, sulle malattie spirituali, sempre edito da San Paolo, mentre il secondo, specifico sulle malattie psichiche, è solo in francese). Larchet, questo studioso della Chiesa Ortodossa, dice che possono esservi delle malattie corporali, delle malattie psichiche e delle malattie spirituali. Inoltre, che le cause delle malattie fisiche possono essere fisiche o psichiche (non ricordo se dice anche spirituali), che le cause delle malattie psichiche possono essere fisiche, psicologiche o spirituali (demoniache) e che le cause delle malattie spirituali possono essere psichiche o demoniache.

    Ora veniamo a quella che secondo me dovrebbe essere la concezione più giusta. Intanto non esistono malattie fisiche, psichiche o spirituali ma malattie dell’uomo. Le cause possono essere imputate alla parte fisica o spirituale del composto ed affettare specialmente le funzioni fisiche (il braccio: nervi, ossa, muscoli) o spirituali (il muovere o sentire il braccio, ad es. disturbo da conversione). Per cause fisiche è facile intendersi, così come per disfunzioni della parte corporea. I disturbi che coinvolgono la parte spirituale sono quelli che danno origine ad una disfunzione delle facoltà dell’anima. Ad esempio: il senso interno della memoria. La causa può essere sia fisica (neurologica, come nelle demenze) sia spirituale (cioè psichica, da psiche = anima, come nel caso dei disturbi dissociativi, post traumatici da stress, traumi in generale, ecc.). L’aspetto più interessante riguarda le facoltà spirituali, cioè quell’intelletto che è in grado di astrarre gli universali dai particolari e quella volontà che è in grado di perseguire il bene. Una patologia di queste aree non può essere organica, perché abbiam detto che non hanno “organo” tali funzioni, anche se si servono degli organi per attuarsi (forse è in questo senso che Viktor Frankl diceva che la parte spirituale non si può ammalare, il suo libro “Teoria e terapia delle nevrosi” spiega molto bene tali passaggi grosso modo con un’argomentazione analoga). Dunque se c’è una causa patogenetica nella parte corporale o delle funzioni dell’anima inferiori, come appunto i sensi interni, anche l’intelletto e la volontà saranno coinvolte, ma solo “per accidens” come direbbe San Tommaso. Una patologia che incide sulla parte spirituale dell’anima umana può essere solo una “funzionale”. L’intelletto che non coglie il vero e la volontà che non persegue il bene. Tali patologie sono i vizi, cioè delle abitudini di comportamento che modificano, lungo andare, le percezioni, i pensieri, ecc. Le due vie intermedie, lungo un continuum che va dalla virtù al vizio, sono l’incontinenza e l’intemperanza. Infine giungiamo alla parte (per me) più interessante, ovvero: il disturbo psichico di cui si occupa lo psicologo, la “nevrosi”, dove si colloca? La nevrosi è una patologia che può avere come causa un problema alla parte corporale (es. depressioni organiche) ma è soprattutto un disturbo la cui causa è spirituale, cioè psichica. Cosa vuol dire? Vuol dire che dipende da come uno intende la realtà, specialmente di se stesso. Riguarda le percezioni e le rappresentazioni. In altre parole, le facoltà dell’anima, sia i sensi interni e gli appetiti, che l’intelletto e la volontà. E’ dunque una malattia spirituale vera e propria, ma autocausata. Essa è la risposta (come tutte le malattie, del resto, la febbre è una risposta ad un virus, ad esempio) ad un evento della realtà. Si tratta di una risposta di ribellione e di rivolta, contro un fatto che fa male. Fa male perché ci si sente deboli/impotenti verso di esso. Questa percezione di debolezza/impotenza compete all’intelletto. Infatti la nevrosi è la conseguenza di una fragilità delle facoltà, che, infragilite, non svolgono più bene il loro mestiere (qui è importante l’articolo di Roberto Marchesini sull’aegritudo animae). Esempio: un trauma procura dolore. La risposta al trauma può essere un disturbo di compensazione. Ma il problema della nevrosi non sta nel disturbo da compensazione in sé, bensì nel modo in cui si percepisce se stessi di fronte al trauma. Qui entrano in gioco i valori, Dio, le concezioni del mondo. Dunque: proprio gli aspetti più spirituali dell’anima dell’uomo. La nevrosi quindi è una malattia della parte intellettiva e volitiva dell’uomo: intellettiva perché non coglie la realtà nella sua pienezza, volitiva perché non è attirata dal bene ma verso il male. La causa prossima è sicuramente una debolezza o preponderanza delle facoltà antecedenti (sensi interni, appetiti sensitivi) ma la causa prima è l’autopercezione di debolezza, in altre parole l’uomo stesso. Ignoranza (pensiamo ai bambini), false credenze (diseducazione) ed altro contribuiscono ad una visione distorta di sé e del mondo e sono quindi potenzialmente fattori patogeni. Di quella malattia, se così possiamo dire per analogia (perché una malattia è fisica, in genere), che è la nevrosi o disturbo psichico o spirituale.

    PS: Questo è il motivo per cui riprendersi una corretta visione del mondo (e quindi di sé, della realtà e anche di Dio) guarisce la nevrosi.

    PPS: E quindi anche l’incontro con Cristo diventa fattore salutogenico.

    Piace a 1 persona

      maledani ha risposto:
      14 luglio 2016 alle 16:50

      Caro Stefano, grazie per la tua riflessione sarebbe bello organizzare una tavola rotonda sul tema. E’ complesso tuttavia. Mi sembra però di capire che tu intenda anima spirituale come quella capacità di conoscere la realtà ed effettuare delle scelte. Io penso che questo invece faccia ancora parte della psiche dell’uomo anche se più soffisticata rispetto a quella degli animali (anch’essi hanno una certa capacità di analisi di realtà e di effettuazione di scelte, anche se più vincolate delle nostre), credo che lo spirito sia un elemento, uno stato, di relazione con Dio, non una semplice elemento identitario dell’uomo, di questo stato si può avere coscienza oppure no. Inoltre questo stato può subire danni anche non scelti (come quando si ricevono fatture e stregonerie) e va gestita in elementi spirituali e non psichici (come un trauma psicofisico). Invece la scelta amorale è un sintomo dello stato spirituale dell’anima (e può anche peggiorarlo se si asseconda l’immoralità). A mio avviso lo stato spirituale dell’anima si può curare solo in una dimensione mistica di rapporto con Dio, e non può arrivarvi una psicoterapia (anche se talvolta può scoperchiare il problema). Sarebbe bello girare queste riflessioni ad un esorcista.

      "Mi piace"

        Stefano Parenti ha detto:
        14 luglio 2016 alle 17:28

        Ma io sono d’accordo con quanto dici. Solo che non c’è bisogno di ipotizzare una terza realtà dell’uomo perché tutto questo avvenga.
        1. Comunione con Dio: avviene negli strumenti dell’uomo, e cioè nella carne (Comunione) e nei pensieri/emozioni (ovvero anima sensitiva e spirituale). Anche gli stati mistici avvengono dentro gli strumenti umani, allargandoli (es. scienza, conoscenza, visione, ecc.).
        2. Questione demoniaca. Non ne ho parlato perché non mi piace affrontare l’argomento. Ma anche qui non c’è necessità di ipotizzare una terza parte oltre al composto umano. Sappiamo che i demoni (come gli angeli, del resto) intervengono direttamente sulla parte spirituale (intelletto e volontà) così come sensoriale (sensi interni, appetiti/passioni – leggasi emozioni) dell’anima. Meno direttamente sulla parte corporale, essendo enti incorporei. Ma questo non cambia il fatto che l’intervento demoniaco richieda sempre un avvallo della nostra volontà. Che spesso avviene perché 1. uno desidera (satanismo, maghi, fattucchiere); 2. uno non sappia che cosa c’è dietro (ferite generazionali, poteri paranormali, ecc).
        3. Questione animali/uomini: gli animali hanno memoria (si ricordano che una mela è una cosa da mangiare), capacità di giudizio sul particolare che hanno davanti (il cane è fedele al proprio padrone), capacità immaginativa (con la fantasia sanno che dentro una scatola c’è il peluche che cercano). Ma non riescono a tenere in considerazione il tempo (concetto astratto), né a controllare l’emotività/appetito (dominio della ragione sulle passioni), né a compiere giudizi di valore astratti come i ragionamenti, ad es. che l’acqua se è calda scotta e quindi non devo berla. L’uomo è dotato di astrazione e, tra le altre cose, è per questo che può rendersi conto, con la ragione, della presenza di un Fattore Eccedente dentro una realtà particolare (come è il caso della Presenza di Cristo in un Amico o nell’Eucarestia).

        Tutto questo mi piace perché porta all’evidenza come il nostro mondo, quello della psicoterapia, necessita davvero di riscoprire le verità della tradizione filosofica e cristiana. Per millenni si sono studiate queste cose! Ed oggi nelle nostre università cattoliche non c’è cenno alcuno alla psicologia metafisica! E nelle università statali hanno espulso gli esami di filosofia! Per questo, secondo me, le università cattoliche che hanno corsi di psicologia dovrebbero istituire dei corsi di psicologia metafisica o antropologia filosofica.

        Per concludere, ti riporto i pensieri, proprio su questi temi, di una grande psicologa cattolica americana, Magda Arnold. Così è bello sapere che siamo su di una strada che è “obbligata” dalle circostanze.
        «Io ero particolarmente interessata nel discutere la mia nozione dell’individuo come agente; inoltre la gerarchia degli esseri a cui ero giunta da sola: l’ordine più basso delle cose possiede una struttura (molecolare, come le rocce; molare, come i cristalli); l’ordine superiore successivo possiede una struttura ed una funzione, ad esempio, sono strutture di funzionamento, come le piante; l’ordine superiore successivo possiede una struttura, una funzione ed un comportamento, come gli animali; ed infine, l’ordine più elevato presenta una struttura, una funzione, un comportamento e una condotta, essi sono organismi agenti che possono pensare e dar forma al proprio comportamento. Sorridendo, il Dr. Gasson menzionò la scala Tomista dell’essere: inorganico, vegetativo, sensitivo e intellettivo»
        «Mi diventò chiaro anche che tutte le attività vitali dovessero possedere una fonte interna dell’individuo. Quella fonte potrebbe essere la vita. Ma la vita avrebbe potuto essere una fonte solamente delle attività organiche; e qual’è la fonte del comportamento e della condotta? Ritornavo continuamente all’anima come fonte di attività ma non sapevo come procedere da lì in avanti».
        «Secondo il Dr. Gasson, questa fonte di attività (chiamata anima nella psicologia Tomista) è il principio di organizzazione di ogni essere. Le piante possiedono un’anima vegetativa, cosa che significa che esse sono organizzate ad un livello vegetativo: esse si alimentano, crescono e si riproducono. Gli animali sono organizzati su di un livello vegetativo ma anche sensitivo: essi si alimentano, crescono e si riproducono, ma anche sentono, provano e si muovono. Gli esseri umani, infine, sono organizzati a funzionare non solamente a livello vegetativo e sensitivo ma anche ad un livello razionale: essi possono pensare, fare giudizi di valore, scegliere obiettivi e seguirli o abbandonarli. Dal momento che il livello più alto include sempre i livelli inferiori, si dice che gli animali possiedono un’anima sensitiva, mentre gli esseri umani un’anima razionale».
        «L’esperienza sensoriale è il primo passo nella conoscenza del mondo; dopo valutiamo l’effetto delle cose su di noi, amandole o non amandole. Questo è vero per tutti gli esseri viventi. Quindi ad ogni livello, la conoscenza e l’amore sono le attività principali. Anche le piante “conoscono” ed “amano” in un certo modo. Esse conoscono ed amano la luce, e si voltano verso di essa. Conoscono ed amano il terreno fertile, ed indirizzano le radici dentro di esso. Negli animali, questa conoscenza e questo amore è ad un livello più elevato: gli animali possono apprendere, formare amicizie, addolorarsi per un padrone assente. E gli esseri umani possiedono una conoscenza concettuali tanto quanto sensoriale, e possono amare le cause tanto quanto le persone e le cose»

        "Mi piace"

    maledani ha risposto:
    19 luglio 2016 alle 20:36

    Ecco è proprio qui che sta la mia riflessione, io ipotizzo che l’anima razionale-intellettiva tomista corrisponda al nostro livello psicologico, e propongo di ipotizzare che esista un ulteriore elemento: lo spirito, che l’introduzione di questo elemento abbia senso, anche ma non solo euristico, che si possa studiare, e che faccia parte della persona come quello psichico e fisico. Elemento di cui non so molto in realtà. MA che si può percepire o meno, e che però agisce e può agire sugli altri livelli, per esempio in caso di stregoneria o di visione mistica. In genere non è percepito anche se può essere influenzato (come nella eucarestia che lo nutre e nella confessione che lo sana). Mi sembra possa essere un elemento relazionale (con il mondo spirituale negativo o positivo). Lo evinco da alcuni elementi: per esempio dai vissuti estatici che permettono il rapporto con Dio in una dimensione diversa. In realtà potrebbe essere solo un elemento di ricettacolo dello spirito, non so! un cosa so; che la psicoterapia non può curare i mali spirituali e, inceve la crescita spirituale puòcurare mali psichici e fisici (così come nelle guarigioni fisiche miracolose, segno di una guarigione più profonda: il medico può curare il corpo ma non lo spirito, invece elementi spirituali possono curare il corpo passando per un certo tipo di relazione di ordine spirituale). Vi sono mali prettamente spirituali, altri fisici e altri psichici. Naturalmente è solo una ipotesi di ordine speculativo, ma non mi sembra totalmente insensata.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...