Obiettivi in psicoterapia

Postato il Aggiornato il

Di Malerba Daniele

imagesUn sacerdote mi ha detto che sono come uno che vuole fermare una frana spostando un sassolino. Effettivamente ….., a gennaio 2017 la popolazione mondiale ammontava a circa 7 miliardi e 477.220.000 persone (fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale), cosa mai potrò contare io? O ciascuno di voi di fronte a questa immensità di persone e problemi? A volte non mi rendo conto del mio limite.

Forse potrò fare qualcosa per me o per le persone a me vicine, un nulla di fronte alla grandezza dei problemi e delle situazioni del mondo. Quale è dunque l’obiettivo della mia vita? Quello a cui posso realisticamente puntare? Posso realizzare per me e per il mondo solo un impegno ad avvicinarmi e ad amare Gesù. Anzi per la verità posso solo chiedere a Gesù di farlo, perché a Lui ci si avvicina solo per dono di Dio.

Dunque quale obiettivo per il mio lavoro? qualsiasi esso sia, terapeuta o spazzino? È l’amare Gesù nelle cose che faccio. Poiché obiettivo della vita è salvare la propria anima. All’inizo del suo libro sugli esercizi spirituali  sant’Ignazio di Loyola scrive: “l’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e così raggiungere la salvezza“, e forse, dico io, nel mentre, magari, collaborare alla salvezza di altre anime, perché neppure gli altri finiscano all’inferno.

La felicità sta nella salvezza della propria anima, cioè nell’entrare in comunione con Gesù. In nessuna altra cosa. Neppure nel fare opere di bene se sono fatte in funzione del mio io, del mio narcisismo, o dell’idolatria per le opere di bene in sé. Ma meglio definire i termini: un opera di carità fatta senza avere messo Cristo davanti, se non è fatta per Cristo, non è opera né di bene né di carità. E perché sia fatta per Cristo si deve percorrere un cammino spirituale, si deve pregare.

Dice San Bernardo di Chiaravalle: “Mi domandi chi io consideri impuro? E’ colui che cerca lodi umane, chi predica il vangelo solo per guadagno, colui che evangelizza per mangiare, colui, cioè, che considera la pietà come un mezzo per ottenere qualcos’altro” ( Sul cantico, 62, 8).

E continua lo stesso San Bernardo. “Perché e in quale misura l’uomo deve amare Dio? La risposta è quella di Agostino: <<volete dunque udire da me il motivo e il modo con cui si deve amare Dio? Io vi rispondo: Il motivo di amare Dio è Dio stesso; la misura è di amarlo senza misura>>” (De diligendo Deo, prologo 1).

Ora prego il Signore perché ciò che faccio sia utile a questo scopo: salvare l’anima.

Prego Gesù e Maria che mi donino che:

  • se io parlo o se io taccio lo faccia per salvare la mia e altrui anima,
  • se io scrivo o non scrivo,
  • se mando una mail o non la mando,
  • se faccio qualsiasi cosa o non la faccio,
  • sia per la salvezza della mia e altrui anima,

poiché è il rimprovero divino che temo, questo è eterno.
Di fatto a che mi serve guarire qualche danno fisico, o qualche problema psichico, o addirittura liberarmi da qualche scherzo del demonio, se non è per salvare l’anima. Ci sono stati santi che furono indemoniati per salvare le anime (come santa Eustochio o, forse, Anneliese Michel).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...