Felicità e famiglia.

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Non solo è possibile che la famiglia divenga santa, ma questo è anche l’unico modo perchè le persone trovino la felicità. Da questo deriva che tutte le nostre risorse e fatiche devono essere spese per diventare una famiglia Santa.

Gli psicologi hanno ben evidenziato come la strada del futuro di ognuno è inevitabilmente segnata dalla storia dei propri rapporti primari. Ma se la psicologia e la psicoterapia possono dare un contributo alla ricerca delle felicità non possono, purtuttavia, esserne la risposte più completa.

Ora bisogna essere consapevoli del limite dell’uomo e riconoscere che senza un percorso di fede non si può giungere a quella felicità cui tanto si anela. L’infelicità in cui siamo è, a ben vedere, causa di paura, tristezza e nevrosi, spinge alla ricerca insoddisfacente di una soluzione che non arriva mai.
Non si può pensare che i problemi si risolvano solo con il proprio impegno e senza la grazia di Dio. Poiché con l’impegno le persone non ce la fanno ad arrivare a ciò che cercano allora l’infelicità resta.  Il moralismo non derciva dall’essere troppo ligi alla legge, nasce invece dal pensare che si possa arrivare alla soluzione tramite il solo sforzo personale. I filosofi, anche quelli contro le convenzioni sociali, cadono solo da un moralismo ad un altro. La libertà dalla morale cioè, è spinta dal moralismo tanto quanto il rendere le regole troppo complesse, è spinta dall’idea che l’uomo deve fare da solo, salvarsi da solo. Ma non basterà mai abbassare o modificare l’asticella elle regole morali, perchè la lotta è contro le tentazioni e il demonio renderà impossibile anche rispettare le regole più banali… se noi non puntiamo coraggiosamente fidandosi di Dio agli obiettivi più alti. A dimostrazione di ciò ci sono tutti gli anni del dopoguerra occidentale, in cui si è chiesto sempre meno impegno e meno fatica e in cui la società è arrivata a considerare quasi doveroso accettare un aberrazione come l’ideologia gender.
Posso capire che il papa, in “amoris laetitia” intenda dare, come è giusto, la responsabilità di guida spirituale ai sacerdotie e inviti ad accogliere le famiglie dal punto in cui sono, ma questo per accompagnarle ad un pentimento per la propria situazione e ad uno sforzo di cambiare verso una situazione di maggiore amore, che si esprime nel rispetto delle norme, non nel loro rifiuto. Non deve passare il messaggio che la norma non  ha valore in nome della preminenza della misericordia, poichè misericordia presuppone pentimento, verità e giustizia Non arrogante disubbidienza.
Ma per fare tale percorso di avvicinamento le persone devono imparare la lotta e la fatica, per cui ogni asperità non divenga un ostacolo insormontabile e l’unica regole sia il sentirsi “tranquilli” alla ricerca di una illusoria felicità immediata (tipica della proposta new age).
Così il rishcio è che la possibilità di fare la comunione dei risposati divenga una tentazione forte di risolvere il problema in modo superficiale e non con una vera conversione profonda e un vero pentimento (chi è veramente convertito e vuole raggiungere veramente il Signore certo trova il modo di risolvere il problema, Dio fa loro trovare la strada, in nome delle fede, non ci sono dubbi).
Molto preoccupante è la perdita della vocazione mistica e dello sforzo per mantenere una devozione e una preghiera, Dio ascolta le persone che pregano e amano, conla preghiera noi possiamo guarire i malati, perdonare i peccati, scacciare i demoni… i nostri santi hanno le stigmate…  ma abbiamo perso questa consapevolezza: ci limitiamo ad abbassare un po’ l’asticella della morale invece che combattere coraggiosamente la battaglia della fede….
La preghiera deve essere però costante, pia, devota, fervente, fiduciosa, capace di affrontare asperità e  battaglie, di resistere alle tentazioni e alla desolazione. Ma oggi le persone non sono più capaci di pregare, avere fede e sacrificarsi. Quello che dobbiamo insegnare è ritornare alla vita spirituale e devota. Oggi molte attenzioni devozionali sono state trascurate o eliminate e il  mondo occidentale cattolico, almeno in europa, ha enormi difficoltà sul piano di adesione alla morale cattolica classica, e questa non mi sembra cosa buona ma sintomo di una frana epocale. I segni che sta accadendo qualcosa di importante sono evidenti (a cominciare dagli aborti, dal crollo delle famiglie e dal crollo delle vocazioni). Qualcosa non sta girando bene.. bisogna perciò ritornare alla preghiera e alla penitenza. Pensare che basti la psicoterapia, che la psicoterapia possa sostituire il rapporto con Dio, è una grave rischio e un madornale errore.

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