Eutanasia e accanimento terapeutico.

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Di Daniele Malerba.

La posizione che la Chiesa Cattolica ha sull’eutanasia è semplice e chiara, espressa ai punti 2276-2277-2278-2279 del Catechismo della Chiesa Cattolica e dice espressamente no all’eutanasia e no all’accanimento terapeutico; inoltre chiarisce che le decisioni devono essere prese dal paziente o da chi ne fa le veci se questi non è in grado di prendere decisioni.

Semplice e chiaro…

Questo dice anche la legge italiana attuale, semplice e chiara, anche nella difficoltà  reale e nella delicatezza di definire le infinite diverse situazioni che delimitano il concetto di accanimento terapeutico e il confine tra morte e vita; definizione che viene lasciata in ultima analisi nelle mani delle persone (medico e paziente, o suo famigliare se questi non può) coinvolte in prima persona in questa delicata e difficile  scelta.

E dunque a che serve una legge su questo tema?

Nei punti 2280-2281-2282-2283 del CCC è anche definita le responsabilità rispetto al suicidio delle persone.

Ecco: la legge italiana non può punire la persona che si suicida per ovvi motivi, ma può punire l’omicidio. Allora l’unico senso di una nuova legge è consentire l’omicidio delle persone deboli e che non possono scegliere di suicidarsi. Come quando si sopprimono gli animali quando sono troppo ammalati.

La dichiarazione anticipata di trattamento serve a dire: quando voi decidete che la mia vita non ha più senso uccidetemi anche senza il mio consenso. Lo dici quando ancora non ti è capitato nulla. Prendi così ora una decisione sul senso della tua vita, magari a 18 anni, pregno di ideologia ma incapace di analisi profonda di realtà e privo di esperienza. Senza sapere come sarà la medicina quando ti capiterà il problema, senza conoscenze mediche ed etiche sufficienti per una decisione di tale portata, spinto solo dalla fantasia che hai su ciò che può essere e da pressioni ideologiche.

La legge approvata alla camera dei deputati il 20 aprile 2017. ad un certo punto dice:

“Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso le DAT, esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché  il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Indica altresì una persona di sua fiducia, di seguito denominata fiduciario, che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

A parte il ridicolo di certi passaggi, che rivelano la scarsa riflessione dei nostri politici, per esempio quello che si possano rifiutare le diagnosi (come se avesse un senso il fatto di poter dire al medico che rifiuti la diagnosi, per esempio, del tumore che hai)  o che si possano rifiutare oggi “singoli trattamenti sanitari” che non conosci, magari che oggi non sono ancora stati inventati, e poi obbligare i medici a trattamento contro la sofferenza (peraltro già oggi giustamente obbligatori) per poi decidere di morire di fame e di sete (cioè con grandi sofferenze) o che si dia per scontato che la persona che oggi designi sia ancora viva quando tu sarai nei guai, con il rischio di passare a persone designate da un giudice che potrebbero essere non certo di tua fiducia.

Ma inoltre così obblighi e costringi gli altri ad assecondarti in quello che potrebbe essere un fatale errore e riduci all’impotenza i tuoi genitori, tua moglie e i tuoi figli che forse qualche motivo in più per scegliere il tuo bene l’avrebbero.

Cioè dici ora, che in quel disgraziato momento, in cui ti capita questo accidente per cui non sei più in grado di intendere e volere, non vuoi fidarti di chi ti cura, non ti metti nelle loro mani, non ti fidi di loro che la vita te la vogliono salvare, ma preferisci metterti nelle mani di coloro che la vita te la vogliono togliere. Non ti fidi di coloro che la tua vita la amano, ma di coloro per i quali la tua vita non ha senso! Non mi pare una gran genialata.

Se non avessimo l’anima e fossimo animali sarebbe giusto trattarci come animali, ma non è così! Siamo uomini con dignità di uomini!

Ma è veramente questo l’unico obiettivo? no, l’obiettivo di questa legge è arrivare a promuovere il suicidio e l’omicidio in persone consapevoli, e perchè?

Lo spiega ancora il CCC, al punto 1885: “Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave della Legge di Dio; distoglie l’uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore” e, se non ci si ravvede rischia di portarci all’inferno (p 1861 del CCC “provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno“), al p. 1857 si dice: “perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: « È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso ».

Dunque non illudetevi: l’obiettivo della legge non è alleviare le vostre pene, perchè a costoro delle vostre pene non importa nulla, se non per liberarsi frettolosamente del problema che a questo punto voi si siete, ma meglio ancora, a costoro preme portarvi all’inferno.

Certo siete atei e non credete, pensate di essere solo animali e che la morte non ha nessun significato (e allora come potrebbe averne la vita se valiamo così poco?).

O Italiani! possibile che cadiate nel regno della menzogna con così facile semplicità? Non vi accorgete del tranello con il quale vogliono distruggere il senso della vostra vita?

L’inferno esiste e le sue sofferenze sono terribili, molte di più di quelle che passa un moribondo, che sono vissute a sconto di quelle del purgatoio.

Ecco ve l’ho detto, ma non per voi, ma per me! perchè se mi ascoltate bene, ma se non mi ascoltate peggio per voi.

Ma io non voglio avere la responsalità di essere stato zitto quando sarò al cospetto di Dio, e per lo meno non potrà imputarmi questo peccato tra tutti gli altri che ho.

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