Charlie

Postato il Aggiornato il

Di Daniele Malerba.

So bene dove batte il cuore dei lettori di questo nostro blog. Non sono intervenuto nel dibattito sul caso caso Charlie Gard, ma forse avrei dovuto farlo. Mi spiace non averlo fatto, a mia consolazione probabilmente non sarebbe cambiato nulla nel risultato di questa vicenda, e so che tutti noi abbiamo comunque fatto qualcosa in altri contesti.

Intervengo ora, perchè questo triste avvenimento segna un confine e voglio chiarire da che parte del campo stiamo. Ed è promemoria per il futuro: forse è il caso di essere più presenti anche in questo blog, e come psicologi, psicoterapeuti e psichiatri cattolici, nei dibattiti sui valori irrinunciabili e non negoziabili.

La morte di Charlie è una scelta eutanasica, cioè un omicidio. La “Rupe Tarpea” degli antichi Romani (e il monte Taigeto di Sparta) era più umana e meno ipocrita, ma sembra che nella rupe fossero gettati i traditori condannati a morte, non i bambini deformi: siamo peggio di loro dopo più di duemila anni.

Quale è stato il tradimento di Charlie? essere nato fuori dai canoni del senso della vita dei suoi carnefici. Lo sappiamo: Charlie è stato rapito e ucciso dallo stato perché questo ha deciso che la sua vita non ha senso secondo i canoni della non sofferenza che lo stato stesso ha deciso.

Potevamo aspettarci altro? senz’altro no, da una civiltà incapace di vedere un senso della vita che vada oltre al vivere per il piacere. Piacere immediato che subito diviene edonismo e narcisismo.

E se non si crede in Dio, nell’inferno, nel purgatorio e nel paradiso che morale può essere sposata se non quella della “qualità di vita” cioè di un piacere immediato come unico parametro morale? La conseguenza è l’autodistruzione.

La giustificazione alla condanna a morte di Charlie apre la strada alla sterilità sociale e al suicidio di massa (in fondo che differenza c’è tra uccidere un figlio deforme prima che nasca o dopo? soprattutto in una civiltà quando si uccidono i bambini in grembo perchè hanno avuto l’ardire di presentarsi nel “momento sbagliato“?).

Strada già indicata nel momento stesso in cui l’occidente è divenuto apostata, ha rifiutato Dio e il cattolicesimo. Ha rifiutato un cammino verso la perfezione dell’Amore vero e lo ha sostituito con l’idolatria dell’amore per il piacere. Anche le opere di beneficenza e sociali sono sterili perchè hanno questa base: da qui il fallimento delle politiche internazionali e della gestione della immigrazione.

Ma poiché le opinioni sono opinioni e i fatti sono fatti non va dimenticato, e si deve avvisare, che molte anime andranno all’inferno dato la strada che hanno preso. Chissà se allora saranno contenti del rispetto che hanno preteso per le loro false idee. Mi spiace per Charlie, mi spiace per loro, mi spiace per noi.

Certo è che l’unica strada da riprendere è quella che porta a Gesù Cristo, così come è stata indicata dagli apostoli, nel Vangelo, e come è stata portata avanti e affinata all’interno del cattolicesimo. Così chi vuole veramente ha la possibilità di salvarsi, non credo che possiamo illuderci che ci siano altre strade. E il peggio è che noi, avendo conosciuto il cristianesimo, lo abbiamo abbandonato e non le vogliamo diffondere, come non fosse necessario, come questo non fosse l’essenziale. E cosa possiamo sostituire al valore della vita eterna? Resta solo il piacere effimero dell’immanente.

 

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