Alfie

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Risultati immagini per alfie“15 Come l’erba sono i giorni dell’uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
16 Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.
17 Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli,”

Salmo 102, 15-17

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Di Daniele Malerba

Lo sappiamo tutti quello che si gioca sulla pelle del piccolo Alfie Evans. Non è certo per “il suo maggior benessere”, come dicono i giudici inglesi, che si vuole farlo morire anzitempo, ma per una idolatria dell’edonismo: la vita vale solo quando è piacevole, quando non comporta sofferenza, lotta, dolore. Chi non ha sufficiente salute e non può fare una vita sufficientemente “piacevole” secondo alcuni standard non ha valore (ma quali standard? ricchezza? potere? salute? quale è il livello dell’asticella sotto il quale la mia vita, la vita di ciascuno di noi, non ha valore? cioè io, noi, non valiamo più?).

Chi ha sufficiente salute, benessere (o ricchezza) vale. Per gli altri si fa la misura solo di quanto possano essere felici, e di quanta fatica costa il prendersene cura, se costa troppo allora non vale la pena. Ed è tanta la furia e la potenza di questa idea che tutti gli altri valori e gli altri diritti (alla vita, alla cura, al sentirsi amati, voluti accolti, difesi) possono essere tranquillamente calpestati.

La felicità non è misurata da una relazione d’amore, ma dalla misura del poter godere una vita piacevole.

E questa “morale” la si deve imporre, tanto tale idolatria è potente, così lo stato si impossessa della vita, i tecnici decidono il valore della vita sulla base della sua efficienza funzionale, “produttiva” e piacevole.

E pur di ottenere questo risultato si rubano i figli ai genitori. Non perché questi genitori sono cattivi con i propri figli, ma perché li amano e per loro hanno valore.

Non solo, ma si impedisce agli altri di fare ciò che loro non vogliono fare. Perché? in fondo che ti importa se se ne prende cura qualcun altro? Importa! perché la coscienza è sporca e il buon comportamento di un altro mette in luce la malafede. Importa perché il desiderio di piacere e di potere deve essere assoluto.

Quello che lo stato inglese vuole ottenere è il diritto sulla vita dei suoi sudditi. Non illudetevi, nessuno si illuda, non è l’aiutare un caso disperato che muove questo tentativo di eutanasia (perché di questo stiamo parlando), ma il diritto ad uccidere chi può essere fastidioso per la sua debolezza. In fondo se uccidono i bambini prima che nascono, anche quelli sani, che importanza ha uccidere un bambino malato dopo che  nato? Se il valore della vita è così poco, che motivo si può avere per sopportare una persona con Alzheimer, o per sopportare una depressione? Se la vita di Alfie non ha valore, non illudetevi: la vita di nessuno ha valore e siamo tutti sacrificabili … se non siamo abbastanza sani o abbastanza felici, o non troppo ricchi o non troppo consumatori.

Uno stato che non sa misurare il valore della vita dei suoi sudditi potrà mai misurare il valore della vita di un appartenente ad un altro popolo?

Lo sappiamo come finirà: abbiamo aperto al divorzio, per casi estremi ovviamente, e abbiamo distrutto il matrimonio, la paternità e la fecondità. Abbiamo aperto all’aborto, per casi estremi ovviamente, e abbiamo più morti che nati. Abbiamo aperto al sesso libero, per casi estremi ovviamente, per quelli che non possono fare altrimenti,  e non sappiamo più distinguere maschio da femmina o rispettare i bambini. Apriremo all’eutanasia  e finiremo con l’uccidere le persone solo per la loro paura di essere ammalate.

Abbiamo cominciato a dire che Dio non esiste, in casi estremi ovviamente, così, per semplice speculazione filosofica, e stiamo costruendo un inferno sulla terra, salvo poi accusare Dio delle nostre colpe.

Che amarezza, mi viene da pensare che ad un certo punto sia più misericordiosa una catastrofe naturale che la catastrofe che viene dalla nostra immoralità.

Non illudetevi: difendere Alfie non è difendere un bambino da un gesto terribile contro di lui, ma è difendere la stessa vita che Dio ha creato. E’ difendere i nostri valori, la nostra identità, il senso profondo della vita e delle cose, il proprio valore ontologico.

Chi lo vuole uccidere vuole barattare la propria anima con il piatto di lenticchie di un bene effimero, vano ed evanescente come il piacere edonistico, e vuole trascinare noi in questo demoniaco baratto.

Per questo non possiamo tacere e non possiamo stare fermi. Siamo chiamati alla difesa del più debole. Ma è ora che si aprano gli occhi: non possiamo guardare altrove e fare finta di essere circondati da persone che ci amano, dobbiamo sapere distinguere i nemici dagli amici, i comportamenti giusti da quelli errati. Certo dobbiamo pregare per i nemici e per chi sbaglia, ma non evitare di confonderli con amici e giusti.

Nemici subdoli questi che sorridono di fronte per pugnalare alle spalle e poi dirci che siamo cattivi ad aver timore, a lamentarci per le sofferenze subite, a chiedere giustizia.

Siamo con te Alfie, siamo con i tuoi genitori, come siamo con Charlie Gard e i suoi genitori, perché se non vale la vostra vita non vale neppure la nostra.

Un Ave Maria per voi.

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Un pensiero riguardo “Alfie

    margheristraz ha detto:
    27 aprile 2018 alle 15:47

    Grazie Daniele! Quanto ci ha fatto pensare il piccolo Alfie! Ci ha riproposto il valore e la  scommessa di ogni vita umana!!! É un vero e meraviglioso angelo! 

    Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

    Mi piace

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