Psicologia Cristiana, il cuore e la tecnica.

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Risultati immagini per psicologia cristianaGrazie Stefano, è stato un piacere partecipare ad Assisi al primo congresso nazionale del “Laboratorio di Psicologia Cristiana” (organizzato il 12 e 13 maggio di quest’anno, un anno dopo da quello di “Psicologia della Felicità e Principio Nuziale” che aveva già iniziato a parlare di psicologia e cattolicesimo).

Sono contento di avere conosciuto persone che vivono, e come me soffrono, la loro difficoltà di conciliare l’essere cattolici con l’essere psicologi, che cercano una risposta, accumunate dalla stessa passione per Dio e per l’uomo, senza rassegnazione ad una psicologia atea e senza Cristo. Ci si può interrogare sulla disumanità di una certa psicologia, apparentemente buona. Non sono solo in questa ricerca, personale e culturale.

Condivido la necessità che la Grazia di cui parla san Tommaso d’Aquino informi e guidi il mio impegno professionale e umano e l’importanza di coniugare i percorsi della psiche con quelli dello spirito.

Noi facciamo questo lavoro per il desiderio sincero di aiutare le persone. Ma che aiuto reale possiamo dare se risolviamo un sintomo e non ci poniamo il problema della salvezza dell’anima?

Se pensiamo che tutto sia legato all’immanente e dimentichiamo la trascendenza, che è la vera prospettiva in cui porsi, possiamo mai dire di arrivare ad aiutare veramente qualcuno?

E come possiamo “leggere” i sintomi solo in una prospettiva psicologica dimenticandoci di quella spirituale?

Ma coniugare i due aspetti non è facile, parliamo di mappe diverse, ma quali? E sono sovrapponibili in qualche modo? E si possono coniugare tecniche psicologiche con quelle spirituali? È certo però che tecniche psicologiche possono fare danni spirituali. Ma come accorgersene?

Spesso viene confuso il percorso psicologico con quello spirituale, bisogna esser chiari: il percorso spirituale è legato alla nostra relazione con Dio. Un Dio vivente, reale e agente. Il percorso spirituale è cioè un attività legata all’aspetto mistico e trascendente della vita, alla possibilità che diamo a Dio di agire nella nostra anima e nel mondo.

Ma in questo periodo storico, dove molte sono le persone che non sono più capaci di vivere e coltivare la fede e la vita mistica, si fanno tre errori fondamentali:

  1. si confonde la psiche con la vita spirituale, pensando che basti allenare la psiche per arrivare a Dio. In questa visione Dio non entra, perchè egli è un essere reale che ha con noi una relazione reale.
  2. si è convinti che la tecnica può risolvere ogni problema.  Ma di una cosa sono certo: la tecnica senza cuore diviene inumana. Ma l’unico cuore che può informare la mia tecnica è il cuore di Gesù.
  3. si pensa che una volta risolto il problema immanente il nostro impegno sia finito.

Ora il primo impegno è quello di uscire da queste tre opzioni di onnipotenza e ritrovare il senso di limite e di realtà che è imposto dalla verità.

 

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