Bergoglio vs Vigano. Un litigio tra fratelli.

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Risultati immagini per croceDi Daniele Malerba

Sarà veramente colpevole di qualcosa papa Francesco? Magari in buona fede. Può essere benissimo, ognuno ha le sue fragilità e tutti commettono errori.

I più feroci detrattori del papa dicono che lo fa apposta e che vuole condurre la Chiesa verso il disastro, una specie di neomillenarismo moralistico.

Non che abbiano poche ragioni di preoccuparsi dell’andamento della Chiesa Cattolica.

Io credo però che entrambi i contendenti siano in buona fede e vogliano aiutare la Chiesa, forse facendo degli errori. In fondo San Pietro era un passionale, e spesso diceva istintivamente ciò che gli passava per la mente, anche se andava fuori strada. Questa sua sincerità lo portava ad avere rimproveri da Gesù che, però, così lo guidava.

Nei secoli la Chiesa ha attraversato tanti papi, molti furono santi, altri pessimi, certo molto peggiori di papa Francesco; e ha attraversato periodi veramente neri legati anche alle tragedie e diatribe interne ad essa. I concili servirono anche a mettere ordine in forti attriti interni.

Credo che Gesù abbia sempre trovato il modo di rimproverare la Chiesa per riportarLa nella sua giusta via.

Non sarà il papa a distruggere la Chiesa, anche se volesse, perché è fondata su Cristo. E non sarà il papa a salvarLa.

Forse in tutto questo c’è anche l’effetto della nevrosi da ipercomunicazione dei giorni nostri: si sa, lo scandalo fa notizia, vero o falso che sia, e noi siamo in un epoca di accumulatori di cose, anche di notizie.

Ma credo che fare emergere verità, anche amare, permetta alla Chiesa di ritrovare la strada e permette a Gesù di sgridarla e guidarla attraverso l’azione dello Spirito Santo.

Ci sono delle verità incontestabili sulle difficoltà che attraversa oggi la Chiesa Cattolica, elementi che dovrebbero suggerirci che forse è utile smettere di mettere la testa sotto la sabbia e cominciare ad interrogarci profondamente, analiticamente e realisticamente su cosa c’è che non va. E soprattutto pregare intensamente la Trinità e Maria, fare penitenza e chiedere soccorso. La prima cosa non la posso fare io, certo che non sono in grado. La seconda la posso fare io e la possiamo – e credo dobbiamo – fare tutti.

Mi sembra al momento di non vedere analisi, ma solo ripetizione sistematiche di frasi fatte e prese di posizione di parte (pro o contro i protagonisti della vicenda), e questo è il vero, tragico, problema; e mi sembra di vedere anche poca preghiera, umiltà e penitenza. Ma si vede solo ciò che traspare all’esterno, forse sbaglio e magari il cuore della Chiesa sta alacremente lavorando senza far rumore.

Assurdo tuttavia pensare che il papa sia il solo responsabile, ed è ovvio che c’è il demonio che soffia contro la Chiesa (in fondo cosa ci si può aspettare da lui?). Ma la domanda è: come ha fatto a passare? Con quali strumenti e mezzi. Lo strumento ordinario del demonio è la tentazione e la tentazione consiste in un imbroglio per cui si fa passare per bello, giusto e naturale qualcosa che in realtà è terribile, ingiusto e innaturale. Ma come ha fatto a farcelo pensare? A convincerci? Certo con una menzogna molto sofisticata. Ma se questa è passata vuol dire che il nostro muro di difesa è stato lesionato, e questo è potuto avvenire solo a causa del raffreddamento della fede e il venire meno della relazione con Dio, con la mancanza di attività devozionale, sacramentale, della preghiera.

La preghiera è la prima e più alta forma di carità, senza la relazione con Dio ogni gesto di Amore è un falso, un egoismo travestito.

Il rimedio è assai facile: rimettere la preghiera, il digiuno, la lettura della bibbia, la penitenza e i sacramenti al primo posto. Prima dei servizi alle persone, prima della politica, prima dei nostri sforzi umani anche se fatti in buona fede e con buona volontà, prima di noi stessi. Solo che non ne siamo più capaci, è una vera conversione in questa epoca.

Il secondo passo è, a mia avviso, esser più ligi alla tradizione morale della Chiesa, essere più rigidi sul comunicare cosa fa male e bene ed esigere la conversione del comportamento immorale. Per amore di Cristo e dell’uomo, non per condannare ma per avviare le anime sulla via della salvezza, saper dire “.. sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.”(Mt. 5, 37b). Impossibile se non vi è vera e profonda conversione, la Chiesa deve dunque riprendere un cammino di preghiera e conversione. Gli scandali di questi ultimi anni ci dicono che molti hanno perso questo cammino.

Ma come convertire se non si annunzia Cristo?

Come ho detto credo che i due contendenti sono guidati da sincero amore per la Chiesa, se così è sapranno fare pace, e questo è il mio sincero augurio. Infatti la divisione viene dal demonio.

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