Misticismo e psicoterapia: una scuola per gli psicoterapeuti di oggi.

Postato il Aggiornato il

Di Daniele Malerba

Teresa di Gesù, o d’Avila, al secolo (Avila 28 marzo 1515 – Alba de Tormes 1582) può insegnare qualcosa alla psicoterapia di oggi?

È mai possibile che mistiche del 1500 possano essere psicoterapeuti ante litteram, cioè persone che curavano, come si fa oggi, le psicopatologie?

Non lo so, ma io scommetto di si, e che possa e debba essere una strada da percorrere per dare strumenti operativi agli psicoterapeuti di oggi è certo.

Per cominciare una riflessione del genere forse bisogna prima chiarire alcuni punti.

Il primo è considerare come l’uomo sia un tutt’uno di corpo, psiche e spirito, dunque in qualche modo lavorare su uno di questi 3 elementi consente di avere risultati sugli altri.

Per un cattolico tuttavia la salvezza dell’anima è più importante della salvezza del corpo, perché considera vi sia una vita nell’aldilà, come spiegano già i novissimi, che quella dell’anima. Va dunque tenuta in debita considerazione che i santi e i mistici mettono e mettevano il benessere dell’anima sopra ogni altro tipo di benessere, prima della salute del corpo e sopra anche il dolore psichico (anche se è vero che nella vita di queste persone sono documentate guarigioni del corpo e momenti di estrema gioia psichica, ma sempre in funzione all’ordine del bene dell’anima come prioritario); questo implica che una ricerca sui percorsi della salute psichica nei mistici e santi cattolici (presenti e passati) dovrebbe partire da come loro affrontano il problema della salute spirituale.

Il secondo punto è che cosa si intenda, in realtà, con il termine psicoterapia. Potremmo definire la psicoterapia come una serie di tecniche, che derivano dallo studio della psiche umana, sviluppate allo scopo di guarire sofferenze di origine psichica. Che i santi avessero conoscenza della profondità della psiche lo considero fuor di dubbio. E anche che avessero percorsi per la gestione dei movimenti interiori è fuor di dubbio.

In terza istanza vi è da chiedersi cosa sia esattamente la psiche, e cosa la differenzia dallo spirito, penso che potremmo considerare psiche quell’insieme di caratteristiche emotive e razionali con cui l’uomo risponde alla vita esterna e che caratterizzano il pensiero esprimendosi poi con le azioni. Spirito è invece quella parte dell’uomo che nasce nella relazione con Dio.

Infine la quarta ed ultima questione riguarda il dolore psichico: cosa è il dolore psichico? Da dove deriva? Cosa cura in realtà la psicoterapia? Interrogativi ai quali a tutt’oggi non sono state date ancora risposte definitive. Nel mondo attuale si confonde guarigione con diminuzione del dolore, ma l’anestesia non è guarigione, è spesso solo cecità, obnubilamento. Si anestetizza colui che deve essere operato o colui per il quale non vi è più speranza. Se l’unico obiettivo della psicoterapia è semplicemente diminuire il dolore vuol dire che non ha reali speranze di cura.

Comunque capire cosa sia la malattia psichica, cosa sia cura, cosa sia guarigione e sanità è un dibattito sempre aperto.

Resta tuttavia il concetto di sostanziale unità corpo-psiche-spirito e, come già detto, si può pensare che ciò che guarisce, cura e guida lo spirito abbia anche effetti sulla psiche e sul corpo, e, viceversa, ciò che danneggia una parte danneggia anche le altre. Da ciò deriva che il primo elemento che potremmo sottolineare è che la preghiera è elemento di psicoterapia ma, in questo caso è Dio che guarisce nell’entrare in relazione con l’uomo.

Dunque se qualcuno insegna a pregare bene aiuta la guarigione. Chi può insegnarci a pregare bene se non un dottore della Chiesa come la santa d’Avila?

Dobbiamo anche riflettere come vi sia un legame tra lo spirito dell’uomo, i suoi movimenti psichici e le sue azioni concrete. Le azioni concrete sono espressione della psiche, cioè delle emozioni e delle scelte razionali (ed hanno in sé anche valore sintomatologico e diagnostico; nell’azione che fa, una persona, dimostra ciò che pensa, ciò che è e ciò che per lui vale). Ne deriva che si possono modificare i nostri vissuti interiori, almeno in parte, modificando le nostre azioni esteriori.

Dunque il controllo delle nostre azioni è un atto terapeutico. Inutile dire che il controllo delle proprie azioni è esattamente quello che i mistici propongono. Forse non ci si pensa mai, ma orientare le proprie azioni al bene, controllare la sessualità, digiunare, fare penitenze, liberarsi dalla necessità di mettere la ricchezza al primo posto e via dicendo, sono modi per perseguire un benessere interiore, oltre che un migliore rapporto con Dio. Un altro elemento importante di questa visione è il rifiuto di essere padroni di sé stessi, o meglio la consapevolezza del proprio limite, ciò che è chiamata umiltà, non è l’uomo che guarisce e salva sé stesso, ma Dio, quello che l’uomo può fare è impegnare le proprie forze secondo le indicazioni di Dio e poi fidarsi di Dio.

Secondo Freud noi agiamo sulla base di pulsioni, cioè di movimenti psichici interni di origine inconscia, cioè non consapevole. Implicitamente possiamo dire che alcune spinte sconosciute ci determinano. Quali legami hanno queste spinte con il nostro spirito? Non lo sappiamo.

Ma sappiamo che esistono pulsioni che ci fanno fare cose che ci danneggiano.

Il discernimento degli spiriti, la meditazione, la contemplazione, il dialogo con se stessi sono tutti elementi presenti nella mistica cattolica e sono finalizzati proprio alla gestione delle pulsioni profonde.

Ma una cosa che Freud non conosce, e non fa, e non considerare che alcune pulsioni possano derivare da pressioni spirituali (demoniache o legate a Dio), pulsioni che possono essere strettamente attorcigliate con la reale vita psichica delle persone e trascinarla nella direzione della malattia.

L’analisi dell’inconscio non è forse una riflessione su queste pulsioni? E come si fa a farla se si nega per principio una delle cause fondamentali di queste pulsioni che è la relazione con elementi spirituali?

Questa mia è solo una riflessione a valore euristico, e la concludo dicendo che la risposta alla questione posta è affermativa: una mistica del 1500 può insegnare molto sulla psiche umana e sui percorsi per la sua guarigione. 

Tuttavia va precisato che un cammino di crescita umana non corrisponde in psicologia ad un percorso di guarigione psichica.

Un ultima domanda si impone dunque: cosa vuol dire essere psicologicamente guariti?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...