La Croce e la Spada.

Pagina di Daniele Malerba

Cattolicesimo e politica.

Oggi nella Chiesa si parla di tutto, di ecologia, politica, immigrazione, pace nel mondo, fame, guerra… Ma non sembra più emergere che il più grande atto di carità è stare con Gesù. La preghiera può allontanare fame, pestilenze, guerre, disastri naturali. Ma noi no! siamo convinti di esser capaci di fare da soli.

Eppure è la conversione a Gesù che porta la pace, nessun altra cosa, non l’accoglienza umana, non gli sforzi umanitari, non la medicina, non la psicologia, non la politica. Come siamo ingenui oggi a pensare che la nostra guerra non sia contro le dominazioni e le potestà [“La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze (Potestà), contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6,12)].

Pensiamo veramente di risolvere il cambiamento climatico (che sarà mai?), con lo sforzo umano, e non ci accorgiamo di come siamo attorcigliati attorno alla torre di babele (Gen. 11, 1-9)*

Per questo credo che manchi un invito fondamentale: quello di imparare a pregare, ritornare alla preghiera, soprattutto alla preghiera mistica. Perché è la preghiera la strada per la salvezza del mondo, è l’unica cosa essenziale. Il resto lo darà Dio.

Forse Santa Teresa d’Avila può aiutare.

* [1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. 2 Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.]

 

 


Stranezze

Forse vi sembrerà strano, ma proprio strano strano strano strano, ma ci sono nemici che non vogliono che incontriamo l’Amore di Gesù.

Certo nessuno se ne è accorto. Eppure….

Ci sono cose da combattere, guerre da fare, spade da sguainare, identità da difendere, nemici da cui fuggire e a cui non aprire le porte.

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La Croce e la Spada.

Oramai sono troppo vecchio, troppo vecchio per pensare che le persone siano tutte buone, disposte a cercare la giustizia e la verità, a pagare il prezzo del bene comune. Un vecchio cattolico che pensava possibile costruire ponti e abbattere muri, aprirsi al dialogo, parlare, disposto ad aspettare pazientemente che gli altri mettessero buon senso, o di metterlo lui. Pronto a spiegare le sue posizioni a tutti, a convincere con le parole. Ma le parole non sono bastate.

Non puoi pretendere di avere tu, proprio tu, la verità in tasca. E invece si, io c’è l’ho la verità in tasca: ho la verità che porta alla vita e la via per arrivarci: si chiama Cristo.

Ma non posso convincere nessuno con le mie parole. Se la morte di Cristo non è bastata, non basterà neppure la verità gridata dai tetti. La verità non serve a convincere ma a separare: separare il giusto dall’ingiusto, il vero dal falso, il bene dal male, separare chi accetta e sceglie di stare nella verità da chi non sceglie e non accetta. Gli uni da una parte e gli altri dall’altra. La verità costruisce muri di giustizia laddove la misericordia non è bastata, poiché se abbattiamo i muri aspettiamoci di dover usare la spada. Ma chi separerà alla fine sarà il Giudice Supremo in un giudizio inappellabile.

Cattolico tradizionalista.

Io pensavo di essere un cattolico tradizionalista ma poi ho scoperto che non era così. Un amico mi ha spiegato che i tradizionalisti rifiutano in toto tutte le innovazioni del concilio vaticano secondo.

Io non credo di essere così severo. Tuttavia penso che ogni pensiero, purché non rompa con la Chiesa Cattolica, ha una sua ragione d’essere e va valutato.

In ogni caso a me piacciono alcune cose della messa antica, per esempio preferisco prendere la comunione in bocca direttamente dal sacerdote, mi sembra che sia una forma di rispetto data l’importanza dell’eucarestia e che il sacerdote abbia mani consacrate apposta. Se posso evito di andare da un ministro straordinario e, magari alla chetichella, faccio il giro della chiesa per mettermi nella fila giusta dove distribuisce il sacerdote.

Mi piacerebbe inginocchiarmi mentre faccio la comunione, così vado volentieri alla messa vetus ordo proprio per poter fare questo gesto, oramai praticamente vietato nelle messe moderne. Mi piace che mi facciano il segno della croce sulla testa prima di ricevere Gesù, mi sento benedetto da questo.

Ancora mi piace molto, nella messa vetus ordo, che il sacerdote dia le spalle all’assemblea, in fondo siamo lì a pregare il Signore non a fare vedere le nostre facce o a fare una chiacchierata tra amici (chissà perché si dicono le preghiere guardando l’assemblea invece che guardando il Signore). Mi piacciono i lenti movimenti rituali e il loro ricco significato (credo ci sia anche nella messa moderna ma forse si è un po’ perso), mi piace il silenzio e la riflessione. Infine mi piace il latino, trovo che sia pieno di significato e mi spiace non capire ciò che viene detto, e tuttavia il suo fascino bimillenario mi attrae molto.

Io in prima media avevo cominciato a studiare anche il latino, ma poi è stato tolto il suo insegnamento, credo sia stato un errore, perché la modernità buona non può che appoggiarsi su pilastri antichi.

D’altra parte, come ho già avuto modo di dire altrove, oggi si capiscono le parole dette e si pensa di capire ciò che è detto, ma spesso non lo si capisce affatto, il latino non lo capisco ma, almeno, mi rendo conto di non capire, lo trovo quasi più saggio. Ma spero di poterlo studiare un giorno.

Io sono sicuro che il rosario detto ogni giorno in famiglia tenga unita la famiglia, che la preghiera, prima e sopra dell’intelligenza dell’uomo e del suo pensiero, possa fermare le guerre, le pestilenze, i disastri naturali. Che possa guarire i malati, fermare la morte, fare miracoli e soprattutto portare in paradiso.

E che il vero senso della vita sia salvare la propria anima.

Sarò stupido forse, ma questo mi dà senso e pace. E una sensazione di giustizia e pulizia.